domenica 31 dicembre 2017

anniversario ASTRID MILIO; con affetto, i tuoi cari


ANNIVERSARIO † 31-12-1997  31-12-2017 Astrid Milio Nel ventesimo anniversario la ricordano con affetto la mamma, il papà, il fratello ALBERTO con ILENA e LORIS.

Carlotta Trevisan di 9 anni è morta dopo una breve e rarissima malattia virale

Carlotta muore a 9 anni: colpita da un raro virus in vacanza
FIESSO D'ARTICO - La piccola Carlotta ha smesso di soffrire: ieri, sabato 30, poco dopo le 7 del mattino la bambina di 9 anni ha cessato di vivere, dopo una breve e dolorosa malattia che ha destato grande emozione a Fiesso e in tutta la Riviera.


Carlotta Trevisan era ricoverata a Padova da quattro mesi dopo aver contratto la Seu, sindrome emolitico-uremica, un virus rarissimo che in pochi giorni aveva creato dei danni irreversibili gravissimi alla bambina colpendo intestino, reni, pancreas e causando gravissime lesioni cerebrali, oltre a paralizzarla completamente.



I SINTOMI
I primi sintomi della malattia si erano manifestati lunedì 31 luglio con una dissenteria ematica: la bambina aveva appena trascorso una settimana a Laggio di Cadore con il campo scuola parrocchiale. La sera di quel lunedì, papà Umberto portò la bambina in pronto soccorso a Dolo dove le venne diagnosticata una gastroenterite. Il giorno successivo Carlotta peggiorò, e i genitori la riportarono in pronto soccorso a Dolo dove fu ricoverata e subito dopo trasferita all'ospedale di Padova perché la situazione era pesantemente degenerata: la piccola non era più lucida ed era in uno stato di delirio. Con la risonanza magnetica, la diagnosi di Seu e danni cerebrali

FIESSO D'ARTICO - La piccola Carlotta ha smesso di soffrire: ieri, sabato 30, poco dopo le 7 del mattino la bambina di 9 anni ha cessato di vivere, dopo una lunga e dolorosa malattia che ha destato grande emozione a Fiesso e in tutta la Riviera.

Carlotta Trevisan era ricoverata a Padova da quattro mesi dopo aver contratto la Seu, sindrome emolitico-uremica, un virus rarissimo che in pochi giorni aveva creato dei danni irreversibili gravissimi alla bambina colpendo intestino, reni, pancreas e causando gravissime lesioni cerebrali, oltre a paralizzarla completamente.



I SINTOMI
I primi sintomi della malattia si erano manifestati lunedì 31 luglio con una dissenteria ematica: la bambina aveva appena trascorso una settimana a Laggio di Cadore con il campo scuola parrocchiale. La sera di quel lunedì, papà Umberto portò la bambina in pronto soccorso a Dolo dove le venne diagnosticata una gastroenterite. Il giorno successivo Carlotta peggiorò, e i genitori la riportarono in pronto soccorso a Dolo dove fu ricoverata e subito dopo trasferita all'ospedale di Padova perché la situazione era pesantemente degenerata: la piccola non era più lucida ed era in uno stato di delirio. Con la risonanza magnetica, la diagnosi di Seu e danni cerebrali...

giovedì 28 dicembre 2017

Francesco Tridenti e Davide Vitale di 20 anni sono morti sulla Flaminia in un terribile frontale

FRANCESCO    E     DAVIDE
SCHIANTO SULLA FLAMINIA: FRANCESCO E DAVIDE MUOIONO A 20 ANNI


Notte di sangue a Santo Stefano sulla via Flaminia, nel comune di Spoleto. Francesco Tridenti, 21enne di Ancona e Davide Vitale, 20enne lucerino nato a Foggia, hanno perso la vita a bordo della loro Mini Cooper proveniente da Foligno. Dopo aver sbandato, l’auto ha invaso la corsia opposta, scontrandosi con una Fiat 500 che sopraggiungeva dall’altra direzione.
I giovani sono morti durante il trasporto in ospedale. Lievi contusioni per il conducente della 500 mentre il passeggero, una donna di 48 anni, è stata trasportata in ospedale, ma non è in pericolo di vita. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco e i carabinieri.

Dramma a Santo Stefano, impatto violentissimo tra due auto: muoiono due ventenni, ferita 48enne



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Malore a scuola: Luca muore a 7 anni in ospedale per un'emorragia cerebrale

Malore a scuola, muore a sette anni

Il bimbo piangeva per un fortissimo mal di testa. È stato portato al Meyer e operato al cervello ma non ce l’ha fatta


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CARRARA. Si è sentito male l’ultimo giorno di scuola prima delle vacanze. Il mal di testa era così forte che lui, sempre così buono e socievole, urlava dal dolore. Nel pomeriggio la mamma lo ha portato in ospedale, al Noa, dove è rimasto giusto il tempo per valutare la gravità delle sue condizioni, essere caricato su un elicottero e trasferito al Meyer. E qui i medici ce l’hanno messa tutta per salvare - con un intervento chirurgico delicatissimo e urgente - Luca Parakhnenko colpito all’età di soli sette anni da un’emorragia cerebrale.
Luca non ce l’ha fatta. Lui che al parchetto dello Stadio oggi tante mamme sotto choc ricordano come un bambino pieno di vita, sempre pronto a lanciarsi in una corsa o alla scoperta di un nuovo gioco, ha provato a resistere. Ha cercato di lottare proprio come un grande.

Luca è morto pochi giorni dopo l’operazione al cervello, il pomeriggio della vigilia di Natale. Per Luca non ci sono stati doni, letterine e biscotti lasciati sotto l’albero, ma una diagnosi dal nome terribile “emorragia cerebrale spontanea” che non gli ha lasciato scampo.

La notizia della morte di questo bambino di origine russa, i cui genitori si erano trasferiti a Nazzano (il padre da poco tempo lavorava a Brescia), ha fatto calare un velo di tristezza sul Natale della comunità carrarese.
Di Luca ha parlato, ricordandolo nelle messe delle recenti festività il parroco della Perticata, don Augusto Lucchesi. E un pensiero per quel bambino strappato alla vita così presto e in un modo tanto atroce, lo hanno avuto le mamme e i papà dei compagni di classe, della seconda elementare alla Perticata che frequentava Luca, e dell’asilo di Nazzano dove il piccolo aveva trascorso gli anni addietro, circondato dall’affetto di tutti proprio per il suo carattere allegro, per le sue corse e la sua spontaneità.
A Nazzano Luca lo ricordano tutti. Lui e la madre che, anche se abitava in una casetta proprio accanto all’asilo frequentato dal figlio, era di poche parole, molto timida e schiva. Forse perché, raccontano alcune mamme che la conoscevano un po’ meglio, aveva ancora qualche problema con l’italiano. Era lei a accompagnare il bambino al parco, a portarlo e andarlo a prendere a scuola. Sarà lei, insieme al marito
ad accompagnare in Russia, dove sarà sepolto il suo bambino buono. Che non si lamentava mai. Solo giovedì scorso Luca in classe aveva pianto a lungo. Aveva urlato tanto forte era il dolore. Quel dolore che lo ha strappato alla vita in una vigilia di Natale tristissima

domenica 24 dicembre 2017

Trigesimo ANTONIO MELONI; santa messa, 26 dic

Trigesimo e Ringraziamento "Nessuno muore sulla terra finchè vive nel cuore di chi resta..
Al nostro BOSS" Antonio Meloni La mamma Caterina, il babbo Francesco e i familiari ringraziano tutti coloro che con loro presenza, fiori, scritti e opere di bene hanno preso parte al loro immenso dolore. In particolare si ringraziano tutti i carissimi amici, i compagni, le maestre, i professori e le presidi della Scuola Elementare, Media e del Liceo Scientifico, la Scuola Calcio Città di Ittiri, il Coro Boghes e Ammentos, S.E.Mons, Gian Franco Saba, Don Nicola e Don Virgilio. Invitano tutti coloro che vogliono unirsi in preghiera alla santa messa che verrà celebrata martedì 26 Dicembre alle ore 18.00 nella chiesa parrocchiale di San Pietro ITTIRI

anniversario DAVIDE SASSI; con amore, i tuoi..

Anniversario † 24-12-2006  24-12-2017 DAVIDE SASSI Il ricordo di te ci accompagna ogni giorno e ci da forza.
Con amore, i tuoi familiari.

anniversario GABRIELE PANCERA; i tuoi cari

Anniversario † 26-12-2006  26-12-2017 GABRIELE PANCERA Il tempo passa, ma il ricordo di te rimane indelebile. Manchi sempre, manchi tanto, manchi ovunque.
I tuoi Cari.
La S.Messa in memoria verrà celebrata il 26 dicembre alle ore 11,00 a Gazzuolo

anniversario ALEX FABRIS; vola sempre più in alto

III ANNIVERSARIO ...vola sempre più in alto ALEX FABRIS                                                           S. Messa domenica 24 dicembre ore 9.15 presso la Chiesa di Qualso.

Brikena Meheti di 16 anni è morta cadendo dal secondo piano, a causa del sonnabulismo

  • Sonnambula, precipita dal secondo piano e muore a 16 anni

Potrebbe essere collegato ad un episodio di sonnanbulismo la tragedia successa a Loria ad una ragazza di 16 anni, Brikena Meheti, di origini albanesi. La notte di venerdì 15 dicembre verso le 4 la ragazza è caduta dalla finestra del bagno al secondo piano, da un'altezza di circa 4 metri.



Ed è stata lei stessa poi a suonare alla porta di casa, insaguinata, senza saper spiegare quella caduta. Secondo i carabinieri potrebbe aver scambiato la finestra per una porta, dato che la ragazza già in passato aveva sofferto di sonnanbulismo. A distanza di una settimana la giovane è morta all'ospedale Ca' Foncello di Treviso per i traumi riportati, dopo che il padre quella notte aveva richiesto l'intervento del Suem.

giovedì 21 dicembre 2017

Barbara Durastante di 42 anni è morta sul sedile passeggero di un'auto che si è schiantata contro un platano


Schianto in via Vittorio Veneto a Belluno: indagini per omicidio stradale

Evandro Galhardo Gonsalves è ricoverato in Rianimazione. Avrebbe riferito di essersi sentito male prima dell’incidente


È mancata improvvisamente all’affetto dei suoi cari
Barbara Durastante Ne danno il doloroso annuncio il papà Roberto,
la sorella Roberta con le figlie Martina e Arianna
ed i parenti tutti.
I funerali avranno luogo giovedì 21 dicembre alle ore 14.30 nella Chiesa Parrocchiale di Santo Stefano. La salma proseguirà per la cremazione. Ai fiori saranno gradite offerte da devolvere alla Fondazione Banca degli Occhi

Iban : IT 64 O 03359 01600 100000003126

Si ringraziano fin d’ora quanti vorranno onorarne la memoria.
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Samuele Cascone di 20 anni è morto in un terribile frontale, mentre tornava dal lavoro

Samuele, 20 anni, morto in un incidente sulla strada maledetta. La mamma: "Vita mia, rispondimi"
MONTE SAN GIUSTO - Stava tornando a casa dopo aver lavorato, come ogni giorno, nell’officina dove per tanto tempo aveva fatto il meccanico con suo padre, lungo quella strada che i pochi residenti che ci vivono chiamano “maledetta”. Una strada, via Macerata, che è stata più volte teatro di tragedie. È lì che ieri, poco dopo l’ora di pranzo, si è consumata anche quella di Samuele Cascone, di Monte San Giusto. Aveva 20 anni, compiuti da appena un paio di mesi, e ha perso la vita in un terribile frontale. È morto sul colpo, per lui non c’è stato scampo.
Erano più o meno le 13.15 e Samuele Cascone, alla guida della sua Fiat Punto, stava percorrendo la strada che da Villa San Filippo va verso Monte San Giusto, la Ss 46. Il ragazzo lavorava come meccanico all’Officina 21, dove per tanti anni aveva lavorato anche suo padre. Indossava ancora la tuta da meccanico. Improvvisamente è avvenuto lo schianto con un’altra macchina, una Nissan Qashqai, guidata da una signora di 57 anni, A.A., operaio, pure lei residente a Monte San Giusto. Un impatto violentissimo. La Punto condotta dal ventenne è rimasta sulla carreggiata: era un groviglio di lamiere nella parte anteriore. L’altra macchina, invece, è finita sul campo che costeggia la strada.«Ho sentito una botta tremenda», ha raccontato un uomo che vive nelle vicinanze. Immediatamente sono scattati i soccorsi e sul posto sono intervenuti due ambulanze della Croce Verde, quella di Monte San Giusto e quella di Morrovalle e Montecosaro, l’automedica del 118 e i vigili del fuoco del distaccamento di Civitanova. Per Samuele Cascone, purtroppo, non c’era già più nulla da fare. Drammatica la scena che i soccorritori si sono trovati di fronte. Samuele è morto praticamente sul colpo. I vigili del fuoco hanno liberato la signora al volante della Nissan. La portiera della macchina, dal lato del conducente, era rimasta bloccata e ci hanno pensato i pompieri a tirarla fuori. La cinquantasettenne è rimasta cosciente durante le operazioni di soccorso. Ha anche parlato con i suoi soccorritori, ma non ricordava nulla, almeno in quei drammatici istanti, di quello che le era accaduto soltanto pochi minuti prima. Viste la gravità della situazione e la dinamica dell’incidente è stata allertata anche l’eliambulanza. Il mezzo di soccorso, partito dall’ospedale regionale di Torrette, ad Ancona, è atterrato sul piazzale dello stadio di Villa San Filippo. La donna, che aveva una sospetta frattura del bacino, è stata caricata a bordo e trasportata all’ospedale del capoluogo di regione per essere sottoposta ad accertamenti più approfonditi. Le sue condizioni, comunque, non sarebbero particolarmente preoccupanti, almeno secondo i primi riscontri.Sul posto sono arrivati subito i familiari del ventenne: la mamma, il papà e le sue due sorelle, una delle quali accompagnata dal marito. Sono state strazianti le urla della mamma, alla vista del corpo senza vita del figlio: «Samuele, vita mia, rispondi a tua mamma». La donna, disperata e in lacrime, è stata soccorsa dal personale della Croce Verde di Monte San Giusto, poi è arrivata anche il suo medico curante. Momenti di apprensione anche per il papà Pasquale, come si diceva ex meccanico, ora in pensione. Sul luogo dell’incidente c’erano anche il proprietario dell’Officina 21, dove lavorava il ragazzo e che, tra l’altro, si trova a poche centinaia di metri dal luogo dell’incidente, e il sindaco di Montes San Giusto, Andrea Gentili, che ha voluto stringersi attorno alla famiglia del giovane meccanico, colpita da un lutto tanto grave quanto improvviso. La salma di Samuele Cascone è stata trasportata all’obitorio di Macerata per l’ispezione cadaverica, come da prassi. I rilievi sono stati effettuati dai carabinieri di Monte San Giusto, sul posto per chiarire la dinamica dell’incidente, e il tratto di strada teatro della tragedia è rimasto chiuso al traffico per svariate ore. A Villa San Filippo la circolazione, subito dopo l’incidente, è stata bloccata nel punto che è poco distante dallo svincolo della superstrada e, ovviamente, anche dalla parte opposta, dove a vietare l’accesso alle auto c’era una macchina della polizia municipale. La chiusura del traffico è stata necessaria per consentire ai soccorritori di svolgere il proprio lavoro e ai carabinieri di effettuare tutti i rilievi del caso.

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Folla al funerale di Lorenzo e Kim ( 5 e 2 anni ), i bimbi scomparsi a causa della disabilità psichica della mamma

Bambini uccisi dalla madre, folla al funerale di Kim e Lorenzo / FOTO

Le esequie si sono svolte nella chiesa di San Pietro a Viadana

 
 
 
 
 
 
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Bambini uccisi dalla mamma, le foto del funerale di Lorenzo e Kim
Reggio Emilia, 20 dicembre 2017 – Una folla per l’addio a Lorenzo e Kim Benatti (FOTO), cinque e due anni, morti per mano della madre Antonella Barbieri. Tanta gente nel pomeriggio nella chiesa di San Pietro, a Viadana di Mantova, dove si sono svolti i funerali dei due fratellini uccisi tra l’abitazione di Suzzara e la golena del Po a Luzzara, quasi due settimane fa. Già a migliaia, dal giorno prima, hanno preso parte a momenti di preghiera e alla veglia serale, alla camera ardente allestita nella stessa chiesa.
In molti si sono stretti attorno a papà Andrea e ai nonni Davide e Nadia, oltre alla nonna materna, che abita a Reggiolo. In chiesa presenti le istituzioni, con i sindaci di Viadana, Suzzara, Motteggiana, di Luzzara. I funerali sono stati officiati dal parroco, don Antonio Censori. Accanto a lui anche don Emanuele Benatti, di Luzzara, cugino del nonno dei bambini, il quale, rivolto proprio a Kim e a Lorenzo, li ha voluti salutare, pensandoli già in Paradiso, ai quali ha chiesto di “pregare per il papà, in particolare per la mamma. Farete un Natale diverso, tra gli angeli a cantare per noi”, ha concluso. Poi il breve viaggio dalla chiesa al vicino cimitero, tra due ali di folla con schierati i carabinieri, i vigili del fuoco, la Protezione civile, i giocatori del Rugby Viadana, in cui a lungo ha militato papà Andrea.
Intanto, la madre Antonella Barbieri ha lasciato il Santa Maria Nuova di Reggio per essere trasferita in una struttura detentiva e di cura, dove resta in stato di arresto a disposizione della magistratura di Mantova, che indaga sul duplice figlicidio.
GalleryIl rito



Folla per l'addio ai due fratellini, Kim e Lorenzo, uccisi dalla madre

domenica 17 dicembre 2017

Alessandro Sarnari di 19 anni è morto dopo aver lasciato un biglietto di addio ai genitori

Alessandro, 19 anni, due sms ai genitori. Poi si uccide impiccandosi a una trave
MONTECASSIANO - L’addio ai genitori in due messaggini, poi la decisione di strapparsi via la vita con una corda a soli diciannove anni, quando la vita sta per fiorire. La morte di Alessandro Sarnari ieri ha gettato nel dolore e nello sgomento una comunità. Il ragazzo ha voluto chiudere con la vita, impiccandosi nel garage di casa in via Nenni, dove abitava con la famiglia. Il dramma si è consumato nella notte tra venerdì e sabato. Il diciannovenne ha inviato degli sms ai genitori, Gabriele e Giuseppina, senza però specificare il motivo del suo gesto poi ha raggiunto il garage dove si è tolto la vita impiccandosi usando una corda legata ad una trave del soffitto.

A dare l’allarme è stato il padre. L’uomo, come tutte le mattine, doveva accompagnare il figlio alla stazione per prendere il treno per raggiungere la scuola, l’Itis “Divini” di San Severino dove Alessandro frequentava il 5° E. Non trovando il figlio in camera, l’uomo ha girato con la moglie per tutta la casa e alla fine lo ha scoperto senza vita in garage. Vicino al corpo c’era un biglietto per dire addio e chiedere scusa alla mamma e al papà.




Tragedia a Chioggia: Chiara Pavanello di 14 anni è morta travolta da un'auto, mentre era in bici con le amiche sulla Romea

Chiara Pavanello investita e uccisa in Romea a Chioggia 16 dicembre 2017

Tragedia a Chioggia: ragazzi in bicicletta investiti sulla Romea, una di loro perde la vita

L'incidente verso le 19.30 di sabato non distante dal centro commerciale Clodì a Brondolo. La vittima ha 14 anni. Altri due giovani sono stati portati in ospedale. La città è sotto shockChiara Pavanello investita e uccisa in Romea a Chioggia 16 dicembre 2017
L'auto non riesce a evitarli e li travolge in pieno. Tragico incidente stradale sabato sera a Chioggia, in corrispondenza della rampa del cavalcavia che porta al centro commerciale Clodì e al McDonald's: una ragazza di 14 anni, Chiara Pavanello, ha perso la vita in ospedale dopo essere stata investita sulla strada statale Romea. La vittima si trovava in compagnia di un amica di 15 anni e di un ragazzo sempre adolescente. Entrambi i feriti sono stati trasportati al pronto soccorso a causa dei traumi riportati nell'impatto con una Volskwagen Polo. Sospette fratture per loro. Non sono in pericolo di vita. Sabato sera in tanti hanno raggiunto il nosocomio clodiense, vicino al luogo dell'incidente. E' una tragedia che ha ammutolito tutti. Secondo le forze dell'ordine, il trio di giovani si sarebbe trovato a bordo di biciclette elettriche. Intendevano raggiungere il McDonald's per trascorrere la serata. Il conducente dell'auto, che procedeva in direzione Ravenna, si è subito fermato, ma lo scenario è apparso fin dall'inizio molto preoccupante.

Chioggia sotto shock: fiaccolata lunedì per ricordare Chiara

Rilievi dei carabinieri

Per i rilievi sul posto, al chilometro 88,9 della Romea a Brondolo, si sono portati i carabinieri della compagnia locale, mentre gli agenti del commissariato si sono occupati di gestire la viabilità, andata subito in difficoltà. Il ritorno al doppio senso di marcia sulla statale solo verso le 22. E' stato chiesto l'ausilio anche dei vigili del fuoco. La terribile notizia si è subito allargata a macchia d'olio in città, dove in tanti hanno espresso la propria costernazione per ciò che è accaduto, specie sui social network. La 14enne aveva una compagnia di amici molto affiatata, come accade spesso a quell'età. Ora i giovani si stanno sostenendo l'un l'altro, alle prese con un lutto che è difficile da accettare e da metabolizzare. Era legatissima alla sorella di pochi anni più grande e al fratello, oltre che alla madre, salutata con un selfie insieme nel giorno del compleanno della donna. Tante le foto che la ritraggono con le migliori amiche durante i lunghi pomeriggi trascorsi insieme. Una vita davanti, una vita che si è spenta troppo presto.


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giovedì 14 dicembre 2017

anniversario EDOARDO VARINI; i tuoi cari in ricordo

Anniversario † 14-12-2014  14-12-2017 EDOARDO VARINI Ciao DODO,
nulla mai più come prima.
Mamma, papà, CAROLA, NICCOLO'.

mercoledì 13 dicembre 2017

Schianto mortale col pick up: muore la studentessa Federica Brollo di 20 anni. Indagato il fidanzato che era alla guida

Tragedia di Altivole, gli esami rivelano: Francesco aveva bevuto

Neopatentato, avrebbe dovuto avere un tasso pari a zero. Nell’incidente è morta la fidanzata ventenne

Federica Brollo
ALTIVOLE Francesco Zilio aveva bevuto prima di mettersi al volante del suo pick-up sul quale, a pochi chilometri da casa, l’amata fidanzata Federica Brollo, 20 anni, ha perso la vita. Pare anche che avesse consumato molto alcol, ma quanto lo stabiliranno con esattezza solo gli ulteriori test disposti dalla procura. Quel che è certo è che Francesco non avrebbe dovuto bere nemmeno un goccio: il giovane, appena 21enne, è neopatentato avendo acquisito il titolo di guida nel 2016. Il ragazzo, che è indagato per il reato di omicidio stradale, rischia quindi di veder ulteriormente aggravata la sua posizione.
L’incidente
Francesco e Federica, all’alba di venerdì tornavano da una festa alla discoteca «Quadrifoglio» di Monfumo. Lui falegname di Asolo, a bordo del suo pickup Mitsubishi stava riaccompagnando la fidanzata, studentessa all’università di Padova, a Caerano San Marco. Ancora pochi chilometri e Federica sarebbe arrivata a casa, in via degli Alpini, sana e salva. Ma il destino era in agguato, in via Mure ad Altivole: è lì che improvvisamente, forse a causa di un colpo di sonno, Francesco ha perso il controllo. Ha sterzato bruscamente a sinistra, invadendo l’opposta corsia e finendo prima dentro il fosso che costeggia la carreggiata, poi contro un muretto in cemento. L’impatto dell’auto contro la spalletta è stato violentissimo e per Federica non c’è stato scampo: la forza d’urto l’ha scagliata contro il parabrezza, sul quale ha sbattuto la testa, sfondandolo. Probabilmente non indossava le cinture, che avrebbero potuto salvarla. Invece quel colpo le è stato fatale: è morta poco dopo l’arrivo dei sanitari del Suem 118. Federico, invece, sotto choc è rimasto incastrato nel pickup. È rimasto ferito, fortunatamente non in modo grave. Ma ha perso il suo giovane amore ed è questo il trauma più difficile da superare.
I test
La tragedia si è compiuta in pochi istanti. I carabinieri di Castelfranco Veneto stanno cercando di ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente. Come da prassi, appena arrivato in ospedale a Montebelluna, Francesco Zilio è stato sottoposto ai test alcolimetrici e tossicologici. Per conoscere risultati sull’eventuale uso di sostanze stupefacenti servirà ancora qualche giorno. Quelli relativi all’alcol, al contrario, sono già arrivati sul tavolo del sostituto procuratore Mara Giovanna De Donà e sono positivi: prima di mettersi al volante Francesco aveva bevuto. Quanto o poco non è rilevante perché, data la giovane età, non avrebbe dovuto farlo. Ai neopatentati come lui, infatti, per tre anni il Codice della Strada impone ulteriori restrizioni, a cominciare proprio dall’uso dell’alcol, totalmente vietato.
L’ultimo saluto a Federica
Intanto a Caerano è arrivato il momento dell’addio a Federica, studentessa universitaria a Padova ed ex promessa del nuoto sincronizzato del Monte Nuoto di Montebelluna, disciplina alla quale si era da poco riavvicinata entrando a far parte della squadra Master Sincro. È arrivato il nulla-osta della procura, e i genitori Adriano e Claudia, nonché la sorella Francesca, rientrata dall’Australia, dove vive, hanno fissato la data dei funerali, che si terranno domani alle 15 nella chiesa parrocchiale del paese. La cerimonia si preannuncia particolarmente partecipata. A salutare Federica ci saranno anche gli amici e i clienti del bar «Ci ritorno», dove spesso lavorava come barista.
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domenica 3 dicembre 2017

anniversario " Francesco Forever " FRANCESCO SAVASSI di anni 27; oggi la santa messa in ricordo

Anniversario † 3-12-2012  3-12-2017 "Francesco Forever" FRANCESCO SAVASSI I Tuoi fratelli CRISTIANA ed EMANUELE, YARI, nipotina, zii, nonne, parenti e tutti i Tuoi amici.
Una Santa Messa sarà celebrata oggi alle ore 11.00 presso la Parrocchiale di Roncoferraro.

Sbanda con lo scooter sulla ss115: muore Damiano Genovesi di 19 anni

La vittima è Damiano Genovesi. Viaggiava con un'altra persona, che ha cercato di soccorrerlo
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Noto, sbanda con lo scooter: muore un diciannovenne


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Un 19enne di Noto, Damiano Genovesi, è morto in un incidente stradale avvenuto nella serata  sulla statale 115 tra Rosolini e Noto. Secondo la ricostruzione degli agenti del commissariato di polizia, la vittima,  che era in sella ad uno scooter insieme ad un amico, per cause da accertare ha perso il controllo del mezzo, di cui era alla guida, andando a sbattere contro alcuni new jersey in plastica. È stato il passeggero a prestare le prime cure al diciannovenne che è stato trasferito prima all'ospedale di Noto e poi  a quello di Avola ma è deceduto un paio di ore dopo l'incidente.

Scontro frontale sulla statale 16: le vittime sono Fabrizio Rochetti, militare di 46 anni e Patrizio Tristano di 40 anni

Foggia, scontro frontale sulla statale 16: un ufficiale dell'Esercito tra le due vittime

Scontro all'altezza di San Paolo di Civitate: il maggiore Fabrizio Ronchetti, in servizio nella caserma Pedone di Foggia, è morto sul colpo. Inutili i soccorsi anche per il 40enne Patrizio Tristano di Canosa
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FOGGIA - Incidente mortale a lungo la strada statale 16, nelle vicinanze di San Paolo di Civitate, nel Foggiano. Due uomini sono rimasti uccisi nella tarda serata di venerdì 1° dicembre.

Le vittime si chiamavano Fabrizio Ronchetti, 46enne di Termoli, maggiore dell'11esimo reggimento Genio guastatori dell'Esercito in servizio nella caserma Pedone a Foggia, e Patrizio Tristano, 40enne di Canosa di Puglia residente a Cerignola.

Il militare era alla guida di una Lancia Ypsilon e procedeva in direzione nord, verso Termoli quando si è scontrato con una Fiat Idea che giungeva nel senso opposto di marcia. L'ufficiale è morto sul colpo, mentre l'altro conducente è stato trasportato d'urgenza dagli uomini del 118 agli Ospedali Riuniti di Foggia ed è morto poco dopo l'arrivo. Troppo profonde le lesioni riportate nel violento impatto.

I vigili del fuoco di Foggia hanno lavorato per ore per estrarre dall'abitacolo il corpo del militare. Indagano i carabinieri della compagnia di San Severo.

Auto contro camion: nello schianto muoiono Matteo Carnelli e Alessandro Masini ( 16 anni ), nonchè Davide Greco di 20 anni



Schianto a Saronno, muoiono tre ragazzi

Inversione di marcia fatale, auto contro camion

(ANSA) - SARONNO, 2 DIC - Tre giovani hanno perso la vita e altri due sono rimasti feriti in un incidente stradale verificatosi la notte scorsa a Saronno tra un auto, su cui viaggiavano quattro ragazzi, e un camion, condotto da un 25enne.
    Secondo quanto ricostruito dai carabinieri di Saronno, il conducente della Fiat punto, un giovane di 20 anni, forse per entrare in un'area di servizio dall'altra parte della strada, ha effettuato una improvvisa inversione di marcia senza accorgersi che sulla carreggiata opposta stava sopraggiungendo il camion.
    Nello schianto sono morti i tre passeggeri che erano con lui, tutti di Rovello Porro, in provincia di Como: Alessandro Masini e Matteo Carnelli, entrambi di 16 anni, e Davide Greco, di 21 anni. Il 20enne che era alla guida, di cui non sono state rese note le generalità, è rimasto gravemente ferito ed è ricoverato all'ospedale Niguarda di Milano. Ferito anche il conducente del camion, un giovane di 25 anni, portato all'ospedale di Saronno.
   
Incidente via Como Saronno-Solaro | Nomi Morti Alessandro Masini, Matteo Carnelli e Davide Greco



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Francesca Dei Rossi, mamma di 39 anni, si è spenta dopo tre mesi, per una grave forma tumorale

Mestre, mamma Francy stroncata a 39 anni

Francesca Dei Rossi ha lottato per tre mesi contro il cancro. Lascia marito e figlia: famiglia con forti legami anche con Jesolo
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MESTRE. Si è spenta dopo tre mesi di dura lotta contro la malattia: Francesca Dei Rossi aveva 39 anni ed è stata colpita da una grave forma tumorale che non le ha lasciato scampo. Era sposata da 11 anni con Federico Fioretti, originario di Jesolo.

La coppia, dalla cui unione è nata una bambina meravigliosa, viveva a Mestre ormai da anni, anche se Francesca e Federico erano rimasti molto legati al litorale, dove peraltro vivono i genitori dell’uomo. Gli amici hanno saputo ieri della scomparsa di Francesca all’ospedale di Mestre. Il marito è molto conosciuto al lido di Jesolo, soprattutto nella zona di piazza Milano, e per questo la notizia della scomparsa di Francesca è arrivata subito anche sul litorale jesolano, sconvolgendo tutti coloro che negli anni avevano potuto conoscere la giovane mamma.

In molti a Mestre e a Jesolo ricordano questa famiglia così unita e affiatata e hanno vissuto con la donna il suo terribile calvario. Francesca ha combattuto fino all’ultimo, senza mai perdere coraggio e cercando per quanto possibile di non far soffrire la sua bambina a cui era legatissima. Ha dimostrato una straordinaria forza d’animo e mai ha perso la speranza e la voglia di vivere, anche quando la situazione ormai stava precipitando. Un esempio per la sua piccola e per tutti quanti le hanno voluto bene e l’hanno conosciuta in questi anni.

 


Ora per le famiglie Dei Rossi e Fioretti è il tempo del dolore e dell’abbraccio di tutti coloro che con Francesca hanno condiviso un pezzetto di strada. Nelle prossime ore verranno fissate le esequie della giovane mamma a cui è attesa una grande partecipazione, segno tangibile dell’amore e dell’affetto che la donna ha saputo donare nei suoi 39 anni.
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