martedì 14 novembre 2017

Alessio Vivoli di 22 anni è morto finendo con l'auto contro un albero nella notte

Perde il controllo dell'auto e finisce contro un albero: muore a 22 anni

Firenze: a perdere la vita un giovane di Borgo San Lorenzo. L'incidente nel comune di Firenzuola
FIRENZUOLA. Incidente mortale la notte scorsa, intorno alle 2.50, nel comune di Firenzuola (Firenze), sulla strada provinciale 116 in località Alberaccio, al bivio per le Cornacchie. Secondo i primi accertamenti un 22enne avrebbe perso il controllo della sua auto, una Ford Fiesta, finendo contro
un albero. Inutili i soccorsi del 118: il giovane, Alessio Vivoli, residente a Borgo San Lorenzo, è deceduto per le gravi ferite riportate. Sul posto oltre ai sanitari anche i vigili del fuoco e i carabinieri che stanno ricostruendo la dinamica dell'incidente.




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La rabbia e il dolore del padre di Marinella Colangeli, la giovane di 30 anni morta a Rigopiano: " Prego per mia figlia, ma voglio giustizia ".

"Ogni giorno salgo a Rigopiano". Prego per mia figlia: voglio giustizia

La rabbia e il dolore del padre di Marinella, uccisa dalla valanga

Pescara, 14 novembre 2017 - S’avvicina titubante, il volto è disperato, incerto se parlare o no. «Sono il papà di Marinella Colangeli – si presenta –. Lei è morta qui». Aveva solo 30 anni, dirigeva la Spa dell’hotel Rigopiano, un lavoro che amava. È quasi il crepuscolo, fa freddo, sul Gran Sasso c’è la neve, scende la nebbia. Silenzio. A quest’ora, il 18 gennaio, nella hall del quattro stelle i clienti erano pronti a partire, avevano saldato il conto e fatto i bagagli. Aspettavano solo lo spazzaneve, la provinciale era sepolta. Ansia. La valanga è arrivata prima. Una strage: 29 morti, 11 scampati. Ci sono tanti vasi di fiori freschi e lumini accesi sotto le foto chiuse nella bacheca di legno, il racconto delle vite perse, quanti ragazzi.

«Salgo quassù ogni giorno, per una preghiera – racconta con la voce incrinata dalla commozione Nicola Colangeli, 69 anni, autista in pensione, oggi tabaccaio a Farindola –. La nostra vita è un inferno. Il giorno provi a lavorare ma la notte... La notte non passa mai. Mia moglie è imbottita di medicine, io non riesco a dormire».
Passa un camion, s’interrompe, il tono di voce diventa duro, di colpo. «Cosa vengono a fare qui, cosa cercano? Sotto queste macerie sono seppelliti i nostri ricordi. Ci hanno restituito il cellulare di Marinella, ma è in condizioni pessime». Guarda oltre la rete che recinta l’area dell’hotel messa sotto sequestro dalla procura. «Là sotto ci sono le valigie di nostra figlia, aspettiamo di riaverle, come tutti. Marinella quel pomeriggio stava parlando al telefono con la sorella che abita a Penne. Era crollato un supermercato, chiedeva se c’erano stati morti. L’altra mia figlia, Antonella, ha fatto solo in tempo a rispondere di no, su questo la linea s’è interrotta. Erano le 16.49: in quel momento è finito tutto». Ora lo sguardo s’incendia: «’Naltro po’ è colpa nostra, che ci tenevamo i figli qui, a lavorare o in vacanza. Noi familiari siamo tornati in prefettura a Pescara. Le risposte? Tutte negative. Le istituzioni mi hanno deluso tanto. Si dovevano pulire solo nove chilometri di strada, nove chilometri capito? Nel 2017 non si può morire come topi. Non si possono lasciare quaranta persone così, con ’sti mezzi che stanno per il mondo, dopo la disgrazia sono arrivati persino dalla Svizzera... Tutti sapevano che tempo faceva e quanta neve sarebbe caduta. Ci voleva la turbina, le strade di montagna qui si sono sempre pulite così. Io più che al prefetto vorrei chiedere perché alla Provincia e alla Regione. Avevano garantito la massima sicurezza. Invece dal 17 si è bloccato tutto ed ora eccoci qua. Devono pagare, dal primo all’ultimo».
Comincia a far buio, si vedono meglio i lumini. L’hotel Rigopiano è un cumulo di macerie, una distesa di detriti, materassi, lampade e alberi, radici possenti sradicate da una forza sovrumana. La strada macinata dalla valanga, lungo il canalone, finisce su quel che resta dell’albergo, centrato come fosse un birillo. Hanno preparato il cantiere per sgomberare tutto, la bonifica partirà dalle piante. Ma tra poco scatterà l’allerta valanghe, se ne riparlerà in primavera. Le strade per arrivare quassù sono disastrose. Una sequenza infinita di frane, buche, avvallamenti. Sembra un altro sfregio alle vittime, dopo quasi un anno non è cambiato niente. Se arrivi da Penne o da Castelli il risultato è lo stesso. Tra un avviso di pericolo e l’altro si vedono sassi sulla strada, la montagna continua a parlare. Nicola Colangeli s’avvia verso casa, verso un’altra notte senza sonno. Dice: «Mai sentito parlare di pericolo, mai. Valanghe, canalone, mai. Tre anni fa in albergo erano rimasti bloccati per la neve, c’erano anche dei bambini, li avevano liberati dopo tre giorni. Quante volte io e mia moglie abbiamo detto a Marinella, dai, vieni a lavorare con noi, in tabaccheria. Ma lei non voleva. Amava così tanto il suo lavoro, lei».

Rori Hache, la 18enne canadese scomparsa il 29 agosto, è stata ritrovata morta nel lago Ontario; forse è stata uccisa per la sua gravidanza

Corpo affiora nel lago. "È di Rori, la 18enne scomparsa. Aveva scoperto di essere incinta"
Le speranze di ritrovare viva Rori Hache, la 18enne canadese di Oshawa scomparsa il 29 agosto poco tempo dopo aver saputo di essere incinta, erano appese a un filo. Quel filo è stato spezzato giovedì scorso, quando un'autopsia ha confermato che il busto trovato l'11 settembre da alcuni pescatori nelle acque del lago Ontario era proprio il suo. «Anche se in un primo momento le autorità avevano detto che si trattava dei resti di una donna di mezz'età - ha detto la madre, Shanan Dionne - io sentivo che quel busto era di Rori. Era una ragazza bella, radiosa, intelligente: non meritava di morire così».Dai risultati dell'autopsia non è stato possibile capire le cause della morte, ma resta il fatto che sul cadavere sono stati trovati segni evidenti di traumi: che Rori sia stata uccisa è molto più che un semplice sospetto. E, come se non bastasse, non sono in pochi a pensare che ci sia una relazione tra la sua morte e quella gravidanza venuta alla luce ad agosto e che la ragazza era determinata a portare avanti. E ancora: è una coincidenza che il 10 agosto la sua casa sia stata devastata in pieno giorno da un incendio nel quale è morto il suo cane? A queste e a molte altre domande dovranno rispondere gli investigatori di Toronto che si stanno occupando della vicenda e che considerano il caso altamente sospetto. «C'è un sadico che si aggira nella nostra città - ha detto Shanan Dionne - La polizia deve riuscire a smascherarlo».

Dopo un'adolescenza travagliata e piena di problemi, negli ultimi sei mesi Rori aveva ripreso in mano la propria vita: era tornata a scuola, aveva un lavoro, un appartamento tutto suo e un ragazzo, Tony, con il quale andava tutto liscio. «La vedevo tutti i giorni - racconta la madre - parlavo sempre con lei e, quando ad agosto mi ha detto di essere incinta e di voler portare a termine la gravidanza, le ho dato tutto il mio appoggio». Poi, il 29 Rori è sparita senza un perché: tutti i suoi sogni sono andati in mille pezzi per mano di qualcuno che voleva togliere di mezzo lei e il suo bambino. Perché sia stata uccisa resta un mistero. La polizia di Toronto sta lavorando per smascherare il suo assassino.
 

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venerdì 3 novembre 2017

Attentato New York: anche la donna belga Ann Laure Decadt, mamma di 31 anni, si conta nel novero delle vittime



Sconcerto per l'improvvisa morte della studentessa Teresa Laviscio di 18 anni: frequentava il Liceo ed era prossima alla maturità

Studentessa si accascia e muore sui libri di scuola, choc e dolore a Marcianise
Un dramma si è consumato a Marcianise: una studentessa di 18 anni, Teresa Laviscio, è morta improvvisamente mentre a casa era intenta a studiare. La giovane, che frequentava la 3L del Liceo Classico Quercia, approfittando del ponte di Ognissanti aveva deciso di impegnare la mattinata a studiare nella sua cameretta della villa di via Petrarca, nel centro di Marcianise, nonostante non si sentisse molto bene ed avvertisse un po’ di freddo. Dopo un po’ la mamma è andata ad accertarsi di come stesse e l’ha trovata riversa sul divano senza conoscenza. Ha subito dato l’allarme e la giovane è stata trasportata presso il pronto soccorso dell’ospedale di Marcianise, dove i sanitari non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso.La notizia della tragedia si è subito sparsa in città, dove la famiglia della giovane è molto nota, e presso l’obitorio del nosocomio, dove è stata adagiata la salma: è stato meta di centinaia di amici, conoscenti e parenti che si sono stretti attorno agli affranti genitori. Particolarmente toccante anche il dolore dei compagni di classe della giovane, accorsi in ospedale, dei docenti e del dirigente scolastico.


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