domenica 27 agosto 2017

Chiara Boschi, mamma di 41 anni, si è spenta dopo una lunga e coraggiosa battaglia contro la malattia

L’ultimo sorriso della mamma coraggio, morta a 41 anni

Si è spenta a Pordenone Chiara Boschi, lascia tre figli. Donna di grande umanità, ha affrontato la malattia a viso aperto


L’ultimo sorriso è stato per i suoi bambini, di sette, nove e undici anni. E per il suo compagno, che negli ultimi anni le aveva regalato quella felicità che tutti cercano nella vita e in cui lei non aveva mai smesso di credere. Quella felicità che lei sapeva portare nella vita degli altri, con la naturalezza di un raggio di sole. Chiara Boschi, 41 anni, si è spenta sabato mattina a Pordenone. Dopo una faticosa battaglia è morta circondata dai suoi affetti più grandi, dalla sua famiglia e dagli amici di sempre.

Figlia di Aldo Boschi, già presidente di Mediocredito e già sindaco di Friuladria, e di Franca Pavan, per tanti era solamente Chiara, una persona unica per la sua intelligenza, il suo senso dell’umorismo, per una grande umanità e capacità d’ascolto che la rendevano mamma e amica preziosa.

Diploma al liceo classico, poi l’università e una prima esperienza all’Electrolux. Chiara aveva preferito al lavoro la famiglia. Si era sposata giovane e i suoi figli sono diventati la sua ragione di vita. Tre anni fa la malattia, con la quale ha combattuto da subito una battaglia senz a riserve. I momenti bui riusciva a tenerli per sè, ad esorcizzarli, con una dignità che è difficile da esprimere a parole. Anche nelle fasi più acute della malattia non ha mai rinunciato a pensare al domani, a progettare, programmare e a dare speranza agli altri, a vivere appieno la vita e soprattutto le relazioni. Con la collaborazione di un amico, un anno fa, aveva organizzato a casa sua, in piazza della Motta, uno spettacolo teatrale che raccontava in modo diverso la malattia. Anche questo era Chiara. Anche la sua capacità di affrontare prove difficili a viso aperto – e per lei non sono mancate – la rendevano la donna che era, una donna coraggiosa dal sorriso di bambina.

Aveva festeggiato i 40 anni con entusiasmo, aveva continuato a credere in una guarigione e anche pochi mesi fa, prima di un nuovo peggioramento, aveva regalato alla sua famiglia un viaggio in Spagna.

«Era speciale Chiara» ripetono in tanti e non è una frase fatta o retorica. Pur essendo una persona discreta, racconta chi la conosceva, aveva una rete di amicizie vastissima, era una persona che faceva stare bene gli altri e forse proprio per questo «era impossibile non volerle bene». Il suo sorriso univa le persone, la sua dolcezza schiva la rendeva un punto di riferimento per gli altri.

La notizia della sua morte si è diffusa in pochissimo tempo e con essa il vuoto profondo, la consapevolezza che questa volta è un addio.

anniversario DAVIDE SOFFRITTI; una santa messa sarà celebrata lunedì 28 ago

N04 agosto 1976
FERRARA
M27 agosto 2013
FERRARA
Anniversario † 27-8-2013  27-8-2017 Davide Soffritti " Rimarrà sempre vivo nei nostri cuori il ricordo di DAVIDE, egli continua a vivere in noi."
Con immutato affetto, a quattro anni dalla scomparsa, i figli, la mamma, la sorella, il cognato, i nipoti, zii e cugini ricordano il caro DAVIDE.
Una Santa Messa sarà celebrata lunedì 28/8/2017 alle ore 18 presso la Chiesa parrocchiale: Assunzione di Maria Ss.ma di via Bologna, 624 Chiesuol del Fosso-Fe.

Una gara regionale per giovanissimi in memoria del corridore Samuele Schiavina morto in un incidente a 45 anni

Giovanissimi su strada in memoria di Schiavina

SAN CARLO. Per domani pomeriggio, per onorare la memoria dell’ex corridore professionista Samuele Schiavina, a un anno dalla sua tragica e prematura scomparsa, la Sancarlese organizza a San Carlo una...

SAN CARLO. Per domani pomeriggio, per onorare la memoria dell’ex corridore professionista Samuele Schiavina, a un anno dalla sua tragica e prematura scomparsa, la Sancarlese organizza a San Carlo una gara regionale per Giovanissimi. Si cimenteranno sul circuito cittadino, con inizio alle 16, alcune decine di ragazzi in rappresentanza delle tre squadre ferraresi Sancarlese, Stella Alpina e Santa Maria Codifiume e di altre squadre bolognesi e modenesi.

Intanto nel fine settimana lo Juniores sancarlese Jacopo Cavicchioli rappresenterà l’Italia ai campionati del mondo su pista che si svolgono a Montichiari, cimentandosi nelle gare di inseguimento a squadre, corsa a punti e americana, gara nelle quali negli ultimi tre anni ha mietuto allori in campo italiano ed europeo. La scorsa settimana il suo compagno di squadra Giovanni Aleotti ha conquistato il secondo e sesto posto nelle due gare impegnative di Chiesina Uzzanese e nella Noventa padovana-Seren del Grappa, meritandosi la convocazione regionale per il prossimo giro internazionale della Lunigiana.

Incidente in moto sulla statale 82: muore il centauro Marco Di Fabio di 32 anni


Valle Roveto, incidente in moto: morto centauro di 32 anni

Schianto mortale sulla strada statale 82 in Valle Roveto tra Pero dei Santi e Civitella Roveto. La vittima è Marco Di Fabio di 32 anni originario di Pero dei Santi. Il giovane, nel pomeriggio, è rimasto vittima di un tragico incidente stradale a bordo della sua moto. La dinamica dello scontro è al vaglio dei carabinieri. Sul posto è intervenuta anche la Croce Verde di Civitella Roveto, ma per il 32enne non c’è stato nulla da fare.

sabato 26 agosto 2017

anniversario LORENA GUIOLI di anni 21; la mamma

ANNIVERSARIO LORENA GUIOLI di anni 21 Vivere nel cuore di chi resta, significa non morire mai. La mamma

anniversario GILBERTO SAMPIETRI; la santa messa sarà domani 27 ago

Anniversario † 26-8-1994  26-8-2017 GILBERTO SAMPIETRI I Tuoi Cari. La Santa Messa sarà Celebrata domani Domenica 27 c.m. alle ore 9,30 nella Parrocchia di Nuvolato.

venerdì 25 agosto 2017

Steven Pertoldi di 31 anni è morto lanciandosi nel vuoto da un traliccio vicino casa

Lestizza: sale sul traliccio e si lancia nel vuoto

Il corpo senza vita di un 31enne è stato scoperto questa mattina, in via Sant'Agnese, a pochi metri dalla casa in cui viveva con i genitori


Mistero risolto a Lestizza. Il corpo ritrovato senza vita sulla strada, ai piedi di un traliccio della luce, in via Sant'Agnese, è di un 31enne residente a pochi passi dal luogo del ritrovamento. Il corpo di  Steven Pertoldi presentava ferite alla testa e alla schiena, compatibili con l'ipotesi di una caduta dall'alto, secondo quanto stabilito dai rilievi dei Carabinieri di Latisana e del nucleo del Comando provinciale di Udine. Il giovane si sarebbe arrampicato sul traliccio per poi lanciarsi nel vuoto. I militari hanno infatti subito escluso l'ipotesi di un incidente automobilistico e il coinvolgimento di terzi.
La macabra scoperta, questa mattina, l'ha fatta una residente nella stessa via del giovane. La donna ha immediatamente allertato il 112. Sul posto sono arrivati i sanitari, che però non hanno potuto fare altro che constatare il decesso del 31enne.
Trovato un cadavere di un giovane in via Sant'Agnese a Lestizza



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Elia Tosetti di 28 anni è morto schiantandosi con la moto sulla strada

Schianto in moto a Pietra Ligure, muore ventottenne

Pietra Ligure - Incidente mortale nella notte in via Soccorso a Pietra Ligure. La tragedia si è verificata intorno all’una quando un ventottenne, Elia Tosetti, che viaggiava in sella ad uno scooter, è caduto rovinosamente a terra. Ogni tentativo di soccorrerlo da parte dei militi della Croce Bianca di Borgio e dei medici del 118 è stato purtroppo inutile: il giovane è morto sul colpo.
Sulla dinamica dell’incidente sono ora in corso accertamenti da parte della polizia stradale, ma sembra che il ventottenne possa essere caduto da solo, senza il coinvolgimento di altri mezzi.






Anthony Liuzzi di 20 anni è morto nell'auto, precipitando in un dirupo


Canicattì

L'auto si ribalta e finisce nel vigneto
Morto il conducente di 20 anni


CANICATTI' (AGRIGENTO) - Un giovane di 20 anni di Canicattì (Ag), Antony Liuzzi, ha perso la vita nella notte in un incidente stradale alla periferia della città. Per cause ancora da accertare da parte dei carabinieri, l'auto su cui viaggiava è uscita di strada capovolgendosi più volte e terminando la corsa in un vigneto. L'incidente è avvenuto sulla Statale 190 che da Canicattì porta a Delia, e precisamente in contrada Corrige. Moltissimi i messaggi di cordoglio degli amici del giovane sui social network.

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giovedì 24 agosto 2017

anniversario GIACOMO BONO; sei sempre qui con noi

4° ANNIVERSARIO † 24/08/2013  24/08/2017 GIACOMO BONO Sei sempre qui con noi. Mamma, papà, Tomaso, Elisa, Edoardo Giacomo

anniversario EMANUELE POLETTI; sei sempre con noi

Anniversario † 24/08/1995  24/08/2017 EMANUELE POLETTI Sei sempre con noi e ti ricordiamo con immenso affetto.
Mamma, papà e ANDREA

anniversario ENRICO PISA; i tuoi cari

ANNIVERSARIO † 24-08-2016  24-08-2017 Enrico Pisa Non passa giorno che non sei nei nostri pensieri e nei nostri cuori...
Ciao Enri I tuoi cari           Mi manchi.... Valentina

Serena Foresi è morta a 46 anni a causa di un male; ha speso la sua vita nel settore della cooperazione internazionale

Una vita spesa per l'Africa, Serena si arrende a 46 anni   
                                                          CASTELFRANCO - (mcp) Il male ha spento il sorriso di Serena Foresi, di Castelfranco, morta martedì all'età di 46 anni. Dopo la laurea in Scienze Politiche a Padova, si era sempre dedicata al settore della cooperazione internazionale. La sua passione e attenzione alle i tematiche della salute globale l'avevano portata a essere selezionata a 29 anni dal Ministero Affari Esteri nel Junior Program Officer delle Nazioni Unite come giovane funzionario per la delegazione della Commissione Europea. Così da Castelfranco era volata per 3 anni a Dakar in Senegal. Al suo rientro aveva iniziato a collaborare con l'organizzazione Cuamm Medici con l'Africa a Padova, per cui era stata nominata responsabile dell'ufficio che si occupa della divulgazione e della sensibilizzazione sui contenuti della cooperazione internazionale. Poi si era trasferita a Padova, dove si era sposata, ma aveva sempre mantenuto i contatti con l'ampia cerchia di amici castellani. Quando le era stata diagnosticata la malattia, dieci anni fa, non si è mai abbattuta, continuando a trasmettere la sua energia positiva. Aveva così fondato l'associazione bloom, che si occupa di organizzare viaggi per scoprire culture diverse.
Questa era per lei la vera bellezza. «Amo il viaggio, la scoperta della bellezza e della diversità, in tutte le loro forme», così Serena si era auto descritta nel sito dell'associazione, nel suo ruolo di presidente e responsabile organizzativa. Era lei a occuparsi dell'ideazione e della gestione delle iniziative.  Il funerale domani alle 9 nella chiesa di San Nicolò vicino al TeatroVerdi, a Padova.


CASTELFRANCO - (mcp) Il male ha spento il sorriso di Serena Foresi, di Castelfranco, morta martedì all'età di 46 anni. Dopo la laurea in Scienze Politiche a Padova, si era sempre dedicata al settore della cooperazione internazionale. La sua passione e attenzione alle i tematiche della salute globale l'avevano portata a essere selezionata a 29 anni dal Ministero Affari Esteri nel Junior Program Officer delle Nazioni Unite come giovane funzionario per la delegazione della Commissione Europea. Così da Castelfranco era volata per 3 anni a Dakar in Senegal. Al suo rientro aveva iniziato a collaborare con l'organizzazione Cuamm Medici con l'Africa a Padova, per cui era stata nominata responsabile dell'ufficio che si occupa della divulgazione e della sensibilizzazione sui contenuti della cooperazione internazionale. Poi si era trasferita a Padova, dove si era sposata, ma aveva sempre mantenuto i contatti con l'ampia cerchia di amici castellani. Quando le era stata diagnosticata la malattia, dieci anni fa, non si è mai abbattuta, continuando a trasmettere la sua energia positiva. Aveva così fondato l'associazione bloom, che si occupa di organizzare viaggi per scoprire culture diverse.
Questa era per lei la vera bellezza. «Amo il viaggio, la scoperta della bellezza e della diversità, in tutte le loro forme», così Serena si era auto descritta nel sito dell'associazione, nel suo ruolo di presidente e responsabile organizzativa. Era lei a occuparsi dell'ideazione e della gestione delle iniziative. Praticava da anni le discipline dello yoga e della meditazione, seguendo in particolare le tradizioni del raja yoga himalayano e del buddhismo zen insegnato dal monaco vietnamita Tich Naht Hanh. Discipline che venivano proposte anche nei suoi viaggi, a cui avevano partecipato diversi castellani. Il funerale domani alle 9 nella chiesa di San Nicolò vicino al Teatro

mercoledì 23 agosto 2017

anniversario CINZIA ROGNONI; i tuoi cari ti ricordano con tanto amore

ANNIVERSARIO † 2000  2017 CINZIA ROGNONI I tuoi cari ti ricordano con tanto amore.

La tragedia della Muzza: morta una giovane famiglia ecuadoregna; il corpo del piccolo Alex di 6 anni è stato trascinato per 15 km

Truccazzano, la tragedia della Muzza: il corpo di Alex trascinato per 15 chilometri

Il bambino di 6 anni è stato ripescato ieri a Settala


I vigili del fuoco hanno lavorato senza sosta per ritrovare le vittime

Truccazzano (Milano), 23 agosto 2017 - Il corpicino del piccolo Alexander lo hanno cercato per 40 ore, fermandosi solo quando il buio più nero non consentiva neanche di distiguere la terra dalle acque, quelle agitate e violentissime che si sono inghiottite il bambino di sei anni, mamma Maria Valarezo e papà Jorge Vele. Il primo corpo ritrovato era proprio quello del padre, 37 anni, annegato mentre cercava di uscire dal lunotto posteriore quando la macchina era già completamente affondata. Era domenica sera. Lunedì mattina hanno trovato anche la sua compagna Maria, 42 anni, incagliata nella grata di scolo di Paullo. Un’ora dopo, l’autista Miguel Catota, 47 anni, al volante della Peugeot 307 che è finita dritta nella Muzza, il canale che attraversa Truccazzano. Guidava dopo un pomeriggio trascorso sulle rive dell’Adda con parenti e amici. Hanno scelto la macchina sbagliata su cui salire.
Si è cercato a lungo il corpo di Alex, con decine di vigili del fuoco e di sommozzatori che hanno macinato i chilometri lungo le rive e i pescatori che osservavano dai ponti. «Difficile trovarlo, con queste acque agitate chissà dove si sarà fermato», mormoravano sottovoce i vecchi lupi di mare, per non farsi sentire dai parenti e dagli amici che hanno seguito le ricerche passo passo. È riaffiorato solo ieri mattina, intorno alle 11. «Pronto? C’è qualcosa che galleggia, sembra un corpo». La segnalazione di un passante ai pompieri, poi l’elicottero che stava già perlustrando la zona, con a bordo un sommozzatore che si è calato nel punto dove l’acqua tocca Caleppio di Settala, vicino a via Don Minzoni, nell'area industriale. Lo hanno ripescato dalle acque che lo hanno portato via, trascinato per quindici chilometri, sbattuto dal canale maledetto.
Portato a riva, il corpicino del bambino di 6 anni lo ha riconosciuto un parente: «È lui. È Alex». Il cordoglio della rete ha fatto sentire stretto il suo abbraccio e la disperazione di un’ingiustizia. Il Quartiere Satellite di Pioltello, dove da anni vivevano le vittime della tragedia, ha mandato messaggi di vicinanza ai parenti e agli amici che ancora non si capacitano dell’accaduto. Ci penseranno le indagini a chiarire tutto, escludendo il malore alla guida o l’ipotesi di aver esagerato alla festa sulla riva. Quello che è certo, per ora, è che l’autista non ha preso quel dannato guardrail a tutta velocità ma che guidava «in modo strano, come a zigzag sulla strada dritta», dicono i testimoni. La famiglia dovrà aspettare la risposta che arriverà solo tra qualche giorno. Intanto, si affidano alla fede: «Solo Dio ci potrà dare la forza. E la rassegnazione».

martedì 22 agosto 2017

Deborah Fabris di 22 anni è morta in un incidente con il quad in Grecia


Monfalconese di 22 anni muore in un incidente con il quad in Grecia


Deborah Fabris si trovava in vacanza a Karpathos con il fidanzato. A Ferragosto, nel corso di un’escursione a bordo di un quad, la coppia è uscita di strada per cause ancora da confermare. Nell’incidente lei ha battuto la testa. Dopo sei giorni il suo cuore ha smesso di battere
GORIZIA È morta questa mattina, 21 agosto, all'ospedale di Rodi, in Grecia, una 22enne originaria di Monfalcone. Residente a Cervignano del Friuli, Deborah Fabris si trovava in vacanza a Karpathos con il fidanzato.
A Ferragosto, nel corso di un’escursione a bordo di un quad, la coppia è uscita di strada per cause ancora da confermare. Nell’incidente lei ha battuto la testa e le sue condizioni sono subito apparse gravi, tanto che i sanitari hanno disposto il trasferimento della giovane a Rodi, dove oggi il suo cuore ha cessato di battere.
La dinamica dell'incidente è tuttora al vaglio delle
autorità locali, ma - stando alle prime ricostruzioni - a spingere fuori strada il quad sul quale viaggiava la coppia sarebbe stata una delle forti folate di vento che spazzano costantemente la seconda isola più grande del Dodecaneso. La ragazza ha perso il casco e ha sbattuto la testa.



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lunedì 21 agosto 2017

Antonio Scafuri di 23 anni è morto al pronto soccorso del Loreto Mare dopo un'attesa di 4 ore: pronta un'indagine ministeriale

Muore in attesa di essere trasferito, si indaga per omicidio colposo

Il Padre, lo hanno ammazzato. Il ministro Lorenzin invia una task force


La Procura di Napoli ha aperto un fascicolo con l'ipotesi di omicidio colposo per la morte del 23enne Antonio Scafuri, avvenuta dopo che il giovane è stato o ricoverato in codice rosso all'ospedale Loreto Mare ed ha atteso alcune ore prima di essere sottoposto ad un esame diagnostico. Dopo gli atti urgenti svolti dal pm Fabio De Cristofaro, con il coordinamento del procuratore aggiunto Vincenzo Piscitelli, il fascicolo è stato assegnato al pm Michele Caroppoli della sesta sezione coordinata dal procuratore aggiunto Giuseppe Lucantonio. Gli inquirenti eseguiranno una serie di accertamenti preliminari, tra cui l'acquisizione della cartella clinica e l'audizione di alcuni testimoni, prima di procedere alla nomina di un consulente medico legale per l'autopsia. L'esame medico sarà svolto in settimana. Con l'affidamento dell'incarico al consulente saranno contestualmente emessi gli avvisi di garanzia nei confronti degli indagati.
Direttore Asl, interrogatori a personale - "Voglio una battaglia di verità, ho disposto un'indagine ispettiva interna e da stamattina il servizio ispettivo procede ai primi interrogatori al personale medico e paramedico e a tutti coloro che hanno avuto un collegamento diretto o indiretto con la vicenda". Lo ha detto Mario Forlenza, direttore generale della Asl Napoli 1 all'esterno dell'ospedale Loreto Mare, dopo la morte del 23nne di Torre del Greco che ha atteso per quattro ore al Pronto Soccorso del nosocomio. Forlenza ha spiegato che gli ispettori dell'Asl, come quelli del ministero della Salute, avranno "pieno accesso ai turni di servizio e sentiranno tutti gli addetti sanitari presenti quella notte, verificando anche se c'erano i protocolli per il trasporto secondario verso altri ospedali. Si dovrà capire anche quanti sanitari erano in ferie e se i turni sono stati coperti adeguatamente". Il direttore generale dell'Asl sta programmando anche una visita privata a casa dei genitori del ragazzo morto
Il Padre, lo hanno ammazzato - ''Mio figlio è stato ammazzato. Mentre lui moriva, al pronto soccorso litigavano per decidere chi dovesse salire sull'ambulanza che doveva portare Antonio a fare una angiotac. Vogliamo la verità: chi ha ucciso un ragazzo di 23 anni deve pagare''. Così all'ANSA Raffaele Scafuri, padre di Antonio, il giovane 23enne morto, dopo quattro ore di attesa in codice rosso, nell'ospedale Loreto Mare dove era arrivato a causa delle gravi ferite riportate in un incidente stradale avvenuto a Ercolano il 16 agosto.
Padre, pretendiamo verità - ''Ci fu consentito di vedere nostro figlio dopo le 15 quando già era deceduto. Era freddo, segno che era morto da tempo. Pretendiamo la verità'' dice all'ANSA Raffaele Scafuri, padre di Antonio, il ragazzo 23enne morto nell'ospedale Loreto Mare di Napoli dove era stato ricoverato a causa delle ferite riportate in un incidente stradale e dove, secondo la denuncia resa nota dal consigliere regionale Francesco Borrelli, ha atteso quattro ore in codice rosso per un esame. L'uomo ricorda che, dopo l'angiotac, il figlio ''era stato portato in Rianimazione a causa delle tante fratture''. Poi, insieme con la moglie, non ha più visto in vita il figlio: ''Ci avevano assicurato che avremmo visto Antonio verso le 13 e che gli esiti degli esami erano favorevoli. Poi abbiamo saputo che il ragazzo era stato colto da tre infarti. Adesso pretendiamo la verità''.
Lorenzin invia task force  - Il Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, ha disposto l'invio della task force per accertare quanto accaduto a Napoli all'ospedale Loreto Mare dove un giovane ricoverato in codice rosso in pronto soccorso è deceduto dopo aver atteso per ore il trasferimento ad altra struttura. Lo annuncia una nota del ministero della Salute, precisando che della task force fanno parte esperti dell'Agenas (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali), Carabinieri del Nas e ispettori del Ministero della Salute.
Direttore Asl: al via indagine interna. 'Massimo rigore' - "Esprimo dolore, sgomento e rabbia per la morte del giovane di 23 anni nel presidio ospedaliero del Loreto Mare, in circostanze che, se confermate, sono inaccettabili e incompatibili in una organizzazione ospedaliera la cui priorità assoluta è salvare vite umane'' dice il direttore generale della Asl Napoli 1, Mario Forlenza sulla vicenda dell'attesa di 4 ore del giovane in codice rosso per un trasferimento in un altro ospedale. Forlenza esprime ''partecipazione umana e sentite condoglianze ai familiari''. ''D'intesa anche con la Regione, per l'accertamento delle responsabilità presenterò personalmente denuncia alla Procura''.''Ho avviato una indagine interna tramite il servizio ispettivo aziendale per accertare eventuali omissioni o mancanze organizzative, ciò anche ai fini di responsabilità disciplinari. Massimo rigore. I familiari e i cittadini sappiano che è interesse primario del direttore generale e degli operatori della Asl, che sulla vicenda si faccia piena chiarezza, fino in fondo, senza guardare in faccia nessuno".
Diana Bracco

Julian Cadman, il bimbo australiano di 7 anni, è morto nell'attentato di Barcellona

Julian, 7 anni, è rimasto ucciso nell'attacco di Barcellona    
                                                                  BARCELLONA - La sua sembrava l'unica storia a lieto fine della strage sulla Rambla. Disperso, poi ritrovato vivo in ospedale dopo tre giorni. Ma oggi la speranza si è spenta. Julian Cadman, il bimbo australiano di 7 anni che si trovava giovedì a Barcellona insieme alla madre, è morto nell'attacco jihadista. Ieri i media spagnoli avevano riferito che il piccolo era stato ritrovato vivo in ospedale anche se le sue condizioni di salute non erano state rivelate, facendo pensare che era tra le oltre 100 persone rimaste ferite nell'attentato. 24 ore dopo, l'epilogo peggiore.                           continua
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Le autorità spagnole hanno annunciato che il bimbo è tra le 13 vittime dell'attentato folle. Poi il messaggio della famiglia: «Siamo stati benedetti per averlo avuto con noi. Ci ricorderemo per sempre il suo sorriso. I nostri pensieri e le nostre preghiere vanno alle famiglie delle altre vittime». A dare l'allarme sulla sua scomparsa erano stati i familiari che hanno inondato i social network con la foto sorridente del piccolo Julian. L'ultima, che lo ritrae con una camicetta bianca, un paio di occhiali da sole e un sorrisetto sbarazzino, è stata scattata poco prima dell'attacco.  continua


«Questo bimbo è scomparso dopo l'attentato, ritwittate la foto per ritrovare il nostro piccolo angelo», è stato l'appello circolato in questi giorni su internet. Julian, nato nel Kent, si trovava a Barcellona insieme alla madre, Jumarie, di origine filippina, ma residente da tre anni in Australia, per partecipare ad un matrimonio. Quel maledetto giovedì stavano passeggiando sulla Rambla quando il furgone è piombato sui passanti colpendo anche loro. Madre e figlio sono stati separati dal violento urto: la donna ha riportato ferite gravissime ed è in coma in ospedale. Del bimbo, per giorni, nessuna traccia. Dopo l'appello del nonno e degli altri familiari, un invito accorato per il suo ritrovamento era stato lanciato anche dal premier australiano, Malcolm Turnbull. Appreso dell'attentato alla radio e della scomparsa del figlio, il padre, Andrew Cadman, è volato da Sydney a Barcellona dove è giunto solo ieri mattina. È stato prima accompagnato alla Ciutat de la Justicia, dove le vittime dell'attentato vengono identificate dagli esperti della Scientifica dopo l'esame del Dna.

Poi in ospedale per ricongiungersi alla moglie, tuttora ignara della morte del figlio. Con Julian sono due i bambini uccisi a Barcellona. Il primo a essere identificato è stato Javi Martnez, di appena tre anni, spagnolo. Il bambino era insieme alla mamma e allo zio di quest'ultima - entrambi morti - quando il furgone guidato dal terrorista ha fatto la strage sulla più famosa arteria della capitale catalana. Lo zio della donna, Francisco Lopez Rodriguez, aveva invece 56 anni ed era insieme a sua moglie, che si è salvata ma è ricoverata in ospedale in gravi condizioni.

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domenica 20 agosto 2017

Schianto notturno a Tor Marancia: nel ribaltamento dell'auto è morta Martina Verrelli di appena 18 anni

Roma, schianto nella notte a Tor Marancia: morta una 18enne, un ferito grave

Incidente mortale poco dopo l'una della notte in via Tor Marancia 28, dove una Fiat 500, guidata da un giovane romano di 23 anni, per cause da accertare ha sbandato e colpito ad alta velocità 3 auto in sosta, una Toyota Rav4, una Nissan Micra e una Twingo. Nella carambola è morta una ragazza di 18 anni, Martina Verrelli, anche lei di Roma, che sedeva accanto al conducente della Fiat 500.
FOTO - di -


Il ragazzo invece è rimasto ferito ed è stato portato in codice rosso all'ospedale San Giovanni. Sul posto una pattuglia della polizia locale del X Gruppo Mare. Sono in corso le indagini per appurare le cause dell'incidente, mentre il giovane conducente è stato sottoposto ad alcol e droga test di cui si attendono gli esiti.

Terribile schianto frontale nella notte: perde la vita una giovane coppia, Vincenzo Grosso di 29 anni e Teresa Di Caudo di 27 anni; lasciano un bimbo

La velocità, il buio, lo schianto mortale:
Teresa e Vincenzo le ultime vittime della SS417

Il tragico incidente avvenuto nella notte in territorio di Ramacca: due morti e 5 feriti il bilancio dello scontro frontale tra una Nissan Micra e una Mercedes in una delle strada più pericolose dell'Isola

CALTAGIRONE - E’ di due morti e 5 feriti il bilancio del tragico incidente stradale, registratosi poco dopo le 2 del mattino di oggi, al 45,300 circa della Ss 417, Catania-Gela. Lo scontro è avvenuto fra una Nissan Micra e una Mercedes di grossa cilindrata. A perdere la vita una giovane coppia, rispettivamente di 29 e 27 anni: Teresa Di Caudo di 27 e Vincenzo Grosso di 29, che lasciano un figlio di un anno.         sotto


Nelle fasi concitate seguite all'incidente si era appreso che la giovane Teresa fosse anche incinta, ma in realtà sembra che una donna in stato di gravidanza sarebbe tra i 5 feriti dell'incidente, soccorsi dai sanitari del 118 e trasferiti d’urgenza negli ospedali di Catania e Caltagirone dove si trovano tuttora ricoverati. Sul particolare della gravidanza però non ci sono conferme e al momento le autorità si sono limitate a dare pochissime notizie in attesa di ricostruire le fasi dello schianto mortale tra la Nissa Micra e la Mercedes, avvenuto al km 45 della Ss 417 in zona Iannarello, territorio di Ramacca.

Schianto fra due auto nella notte: muore la studentessa Marina Federica Professione di 20 anni; era attaccante di una squadra calcistica femminile

Schianto a San Secondo: muore una studentessa di 20 anni, ferita l’amica

L’auto sulla quale viaggiavano in via Valpellice si è scontrata con un’Alfa guidata da un ragazzo di 22 anni risultato positivo all’alcoltest e denunciato per omicidio stradaleIncidente mortale a San Secondo all’una e trenta della notte tra ieri (sabato 19) e oggi in via Valpellice, la strada che collega Pinerolo a Torre Pellice. La vittima è una ragazza di 20 anni, Marina Federica Professione, studentessa di Torino, e attaccante dell’Asd Real Torino, squadra di calcio femminile (le compagne questa mattina su Fb hanno espresso tutto il loro dolore) che viaggiava a bordo di una Ford Fiesta, guidata dall’amica, Antonella Di Gennaro, un’operaia di 42 anni, anche lei di Torino. Dalla dinamica ricostruita dai carabinieri di Pinerolo la loro auto si è immessa sulla strada provinciale mentre stava arrivando l’Alfa Romeo guidata da B.G., un 22enne di Vigone. Le due amiche erano appena uscite dal ristorante pizzeria Altro Livello, che si trova proprio sulla strada.

Attentato Barcellona_Luca Russo, ingegnere di 25 anni, è la seconda vittima italiana più giovane, travolta dal furgone

Attentato Barcellona, Luca Russo seconda vittima italiana. La fidanzata: “Il suo corpo è stato spazzato via”



Si era laureato in Ingegneria all’università di Padova e aveva 25 anni. Sul social aveva scritto: "Moriamo senza portare via nulla". Era in vacanza in Spagna con la sua ragazza
Era in città con la fidanzata e anche lui, come Bruno Gulotta, si trovava sulla Rambla quando un furgone lo ha travolto il pomeriggio del 17 agosto. Luca Russo è la seconda vittima italiana dell’attentato di Barcellona. Venticinque anni, era originario di Marostica e abitava a Bassano del Grappa (Vicenza). Si era laureato in Ingegneria all’università di Padova. Era in vacanza nella città catalana insieme alla ragazza, Marta Scomazzon, che ha riportato fratture al piede e a un gomito, ma non è in gravi condizioni. I suoi genitori sono già partiti stamane per Barcellona. Ed è proprio lei a raccontare dall’ospedale che cosa è successo: “Stavamo camminando assieme – ha detto a sua zia Lucia, raggiunta dall’Ansa – poi ci è venuto addosso il pulmino: io sono caduta e mi sono accorta che Luca non c’era più, non l’ho più visto da quel momento, il suo corpo è stato spazzato via”.
Sulla pagina Facebook di Russo, l’ultimo post visibile è datato 15 giugno. Lì il giovane aveva scritto: “Nasciamo senza portare nulla, moriamo senza portare via nulla. E in mezzo litighiamo per possedere qualcosa”. La sorella Chiara aveva lanciato un appello sul social per ritrovare il fratello, accompagnato dalle immagini di giovani esanimi a terra, insieme ad una foto sorridente di Luca. Tanti i commenti di condoglianze degli amici della ragazza, che fin da ieri si erano attivati online per rintracciarlo. “Utilizziamo Facebook per qualcosa di utile – ha scritto un loro contatto -. Ieri qualche pazzo ha deciso di distruggere un’altra meravigliosa città. In quella città era presente il fratello di una meravigliosa ragazza, e purtroppo di lui non si sa ancora nulla. Sappiamo solo che era lì. Ed indossava dei pantaloncini militari. Fate girare il più possibile, e se qualcuno sa qualcosa, qualsiasi cosa, faccia pure riferimento a me oppure a Chiara. Riportiamolo a casa dalla sua famiglia“.

Sulla morte di Luca Russo è intervenuto anche il sindaco di Bassano del Grappa, Riccardo Poletto. “Siamo sconvolti – ha detto -. Ormai purtroppo siamo abituati a leggere di eventi di questo genere ma non ci si aspetta mai che possa capitare a qualcuno che ti è vicino. Siamo a disposizione della famiglia e pronti a dare qualsiasi forma di sostegno. Faremo un’iniziativa pubblica – ha aggiunto – per dar modo ai bassanesi di esprimere tutta la loro vicinanza alla famiglia e la nostra ferma condanna per questo vile attentato”.

venerdì 18 agosto 2017

Silvia Barcherini di 39 anni è morta di parto in ospedale: il bimbo sta bene

Silvia muore di parto in ospedale a Terni: aveva 39 anni, il suo bimbo sta bene      
                                                                            Una tragedia ha colpito tutta la comunità ternana: la 39enne Silvia Barcherini, insegnante in un istituto di Narni Scalo, è morta oggi pomeriggio dopo aver partorito, con un cesareo d'urgenza, il suo primogenito presso l'ospedale Santa Maria.Il parto era avvenuto nella giornata di ieri: la donna ha accusato una grave emorragia interna che l'ha costretta al ricovero in rianimazione, dove è spirata oggi. Il parto con cesareo d'urgenza, spiegano dall'ospedale, è avvenuto a causa di un'insufficienza fetale. Il bimbo di Silvia sta bene, ma anche se non vi è una diretta correlazione accertata tra il parto d'urgenza e l'emorragia risultata fatale, è ovviamente stata disposta l'autopsia sul corpo della donna, molto nota a Terni e provincia e professionista molto apprezzata da colleghi e alunni. Sarà la Procura di Terni a indagare sulla morte di Silvia, originaria di Amelia. Lo riporta, tra gli altri media locali, il sito Umbria On.

Gloria Duranti di 31 anni è stata uccisa dalla gomma di un tir: aspettava un bimbo

Gloria, uccisa dalla gomma di un tir. Aveva 31 anni e aspettava un bimbo 
                                                              TORTORETO - A volte quando il destino beffardo bussa non puoi farci niente. E può capitare che un Tir in autostrada perda improvvisamente un pneumatico e che lo stesso si trasformi in un proiettile impazzito in grado di seminare morte e disperazione. Aveva 31 anni Gloria Duranti, l’avvocato di Brescia morta ieri mattina, intorno alle 10,30, in un tragico incidente avvenuto sulla corsia dell’A14, nel territorio di Tortoreto.



La donna era incinta ed è morto anche il figlio che da pochi mesi portava in grembo. Grave la madre della trentunenne seduta sul sedile posteriore, dietro alla figlia che purtroppo non ha avuto scampo. Viaggiava sul sedile passeggero, a fianco al padre che guidava: la gomma, persa da un autoarticolato sulla carreggiata opposta, è finita contro l’auto, una Mercedes, distruggendo il lato destro della vettura. Illesi, invece, il padre della vittima alla guida dell’autovettura e il marito della trentunenne seduto sul sedile posteriore.



Nessuna conseguenza nemmeno per il camionista che viaggiava sulla carreggiata opposta. Ma per la giovane donna non c’è stato nulla da fare. Lo pneumatico impazzito ha sfondato il parabrezza dilaniando la carrozzeria del Mercedes: la trentunenne è morta sul colpo. Gravissime le ferite riportate dalla madre della vittima: è stata rianimata sul posto e trasferita in eliambulanza all’ospedale di Teramo, dove è in prognosi riservata.

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Catalogna, 2 italiano tra le vittime: sono Bruno Gulotta di 35 anni e l'ing. Luca Russo di Bassano


Ci sono due italiani tra le 14 vittime dell'attacco di Barcellona, l'ultima, una donna morta in seguito alle ferite riportate. E tre feriti, lo ha confermato la Farnesina. I due italiani uccisi sulle Ramblas nel raid terroristico di ieri pomeriggio sono Bruno Gulotta, 35 anni, di Legnano, e Luca Russo, giovane ingegnere di Bassano del Grappa, provincia di Treviso, che si trovava nella città catalana con la ragazza, rimasta ferita ma non in gravi condizioni. Gli attentati di Barcellona e Cambrils sono collegati tra loro e insieme sarebbero parte di un piano che prevedeva anche un attacco con esplosivo. È questa la pista su cui sta lavorando la polizia catalana all'indomani della strage sulle Ramblas di Barcellona e a poche ore dal conflitto a fuoco di Cambrils nel quale 5 terroristi sono rimasti uccisi. La prova sarebbe nel legame tra l'attentato di ieri pomeriggio e l'esplosione avvenuta mercoledì notte in una casa nel comune di Montecarlo de Alcanar Platja, 110 chilometri a sud di Tarragona e una novantina a sud di Cambrils. La violenta esplosione ha causato sette feriti tra gli abitanti delle abitazioni vicine: tra questi, secondo quanto riporta il sito Diari de Tarragona, "quattro francesi, un italiano, un marocchino e uno spagnolo". Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha inviato un messaggio di cordoglio a Filippo VI, Re di Spagna.

La caccia all'uomo. L'autista in fuga ha rubato un'auto, ha ucciso il proprietario a coltellate, ha forzato un posto di blocco sulla Diagonal ferendo un agente. Poi è scappato a piedi ed è tuttora ricercato. Secondo la polizia, si tratta del 17enne Moussa Oukabir, arrivato in Spagna da una settimana (Il suo profilo Facebook è stato messo offline). Sarebbe stato lui alla guida del furgone che ha travolto decine di persone sulle Ramblas, dileguandosi dal luogo dell'attacco con il volto semicoperto da un berretto. Moussa è il fratello di Driss Oukabir, 28 anni, l'uomo che s'è recato alla polizia per dire che il fratello minore gli avrebbe rubato i documenti per poter noleggiare nella località di Santa Perpetua de la Mogoda due furgoni, uno utilizzato nell'attacco a Barcellona. L'altro ritrovato in serata a Vic, a nord del capoluogo catalano. Ma i poliziotti non gli hanno creduto e lo hanno arrestato. Secondo quanto confermato da fonti ufficiali marocchine, i due fratelli avevano doppia nazionalità, marocchina e spagnola. Al momento non è noto se i due siano nati in Marocco o in Spagna, anche se è certo che da molti anni vivessero in Catalogna.
                                                        L'attacco di Cambrils - Gli indizi raccolti confermano dunque che l'azione di Barcellona non è stata opera di un lupo solitario, ma di una cellula vera e propria composta tra 9 e 12 persone: i 5 terroristi uccisi, i 3 arrestati e l'uomo in fuga. Ulteriori elementi si attendono dalla identificazione dei cinque terroristi uccisi stanotte a Cambrils. L'attacco bloccato dalla polizia era stato organizzato con dinamiche simili a quella vista a Barcellona, ma avrebbe potuto avere conseguenze anche più gravi se i terroristi fossero riusciti a scendere dall'auto e a sparare tra la gente: intorno a mezzanotte un'Audi A3 ha imbucato a tutta velocità il lungomare della cittadina balneare, travolgendo diverse persone prima di essere intercettata da una pattuglia dei mossos d'esquadra. Nel conflitto a fuoco sono stati uccisi cinque terroristi (quattro sul posto, uno è morto in ospedale). I terroristi indossavano delle cinture imbottite, ma gli artificieri hanno accertato che erano finte e non c'era esplosivo. Una sesta persona collegata all'attacco è stata arrestata più tardi per le strade della cittadina. L'attacco ha causato il ferimento di sei civili e di un poliziotto.{}                                       

giovedì 17 agosto 2017

Gaetano Giglione di 20 anni è morto finendo con l'auto nel fiume

Morto il giovane caduto nel fiume, "Ho fatto di tutto per salvarlo"

Non ce l'ha fatta Gaetano Giglione, 20 anni, finito dentro il torrente Modolena a Reggio Emilia. Il soccorritore Marmiroli: "Il guard rail avrebbe potuto proteggerlo"



Gaetano Giglione, di Castelnovo Sotto, aveva vent’anni

Modena, 14 agosto 2017 - Lo slancio eroico di un residente, che si è precipitato per salvarlo e lo ha estratto dall’acqua praticandogli le prime manovre di soccorso, non è bastato. Il miracolo di far ritrovare il battito del cuore a un giovane di vent’anni trovato esanime, in condizioni disperate, è durato soltanto un giorno. Non ce l’ha fatta, Gaetano Giglione, il ragazzo di vent’anni finito con la sua auto sabato a mezzogiorno e mezzo dentro il torrente Modolena, in via Marx.
Il volo di quattro metri, al volante della sua Seat Ibiza, non gli ha lasciato scampo. Il giovane, di Castelnovo Sotto, era stato soccorso da un residente, Tiziano Marmiroli: insieme al figlio Lorenzo si era precipitato era sceso nel greto. Si sono ritrovati Giglione con il volto immerso nell’acqua: Marmiroli lo ha estratto, gli ha praticato alcune manovre per fargli riprendere il battito del cuore, che era, secondo la sua testimonianza, 'scomparso', e poi lo ha affidato al 118 e ai vigili del fuoco, che hanno aiutato gli operatori sanitari a scendere nel greto e poi a risalire con il ferito con l’aiuto di scale e funi.
Non è bastato. Giglione è stato ricoverato nel reparto di rianimazione dell’ospedale in Santa Maria Nuova, in condizioni molto gravi, finché ieri alle 14 è stata dichiarata la morte cerebrale. «Mi spiace che non ce l’abbia fatta – confida Marmiroli, magazziniere in un’azienda a Castelnuovo ed ex giocatore del Sassuolo quarant’anni fa –. Io non mi sento un eroe. Ho seguito l’istinto e ho cercato di fare tutto il possibile per salvarlo».

Gommone sugli scogli frangiflutti: muoion Nicola Sanna di 29 anni e Giovanni Putzu di 34

Cagliari, incidente in porto a S.Elia. Gommone sugli scogli, due giovani morti. Gravemente ferite le fidanzate   
NICOLA SANNA
                                                                                Due giovani morti e due ragazze gravemente ferite. È il drammatico bilancio della tragedia in mare avvenuta poco prima della mezzanotte nel porticciolo del quartiere S. Elia a Cagliari. Un gommone con i quattro giovani a bordo si è schiantato sugli scogli frangiflutti. I due giovani sono morti pressochė sul colpo, le due ragazze trasportate in ospedale. Sono un subacqueo e un finanziere, rispettivamente di 34 e 29 anni, le vittime della tragedia. Si tratta di Giovanni Putzu, di 34 anni, sommozzatore, e                    Nicola Sanna, finanziere di 29, entrambi di Cagliari. Il militare della Gdf prestava servizio a Palermo e si trovava in vacanza in Sardegna con la fidanzata, Maria Bonfardeci, di 27, palermitana, rimasta ferita come la compagna di Putzu, Claudia Malica, anche lei 27 anni, ora entrambe in ospedale in condizioni non gravi.



Il gommone con a bordo i quattro ha urtato a velocità sostenuta gli scogli e i giovani sono finiti in acqua. L'urto sarebbe stato sentito chiaramente da alcune persone che si trovavano nella zona.



A Sant'Elia sono arrivate le ambulanze del 118, i carabinieri, i vigili del fuoco, mezzi e uomini della Guardia costiera.


Le due ragazze ferite sono state subito trasportate in ospedale, sono gravi ma non sarebbero in pericolo di vita. Il corpo di uno dei giovani è stato recuperato subito, mentre il secondo poco dopo in mare.


Zante_ Pasquale Sacco, giovane napoletano di appena 20 anni, è morto a causa di un'auto folle che ha distrutto il suo quad

Zante, giovane napoletano muore in un incidente. "Auto a velocità folle sul suo un quad"_    
                                                                                  Come migliaia di altri ragazzi come lui, era andato in vacanza con gli amici per divertirsi, ma a Zante, l’isola greca su cui era caduta la scelta della sua comitiva, ha trovato la morte. Pasquale Sacco aveva compiuto vent’anni solo lo scorso 26 luglio e stava per affrontare i test per entrare all’università, dopo essersi preso un anno di pausa seguito al conseguimento del diploma superiore presso l’istituto tecnico Rocco Scotellaro. Su quei banchi non si siederà mai, visto che è morto sul colpo, centrato in pieno da una macchina di grossa cilindrata mentre si trovava a bordo di un quad, un mezzo di trasporto comunemente usato dai giovani per spostarsi nelle strade dell’isola cantata da Ugo Foscolo.

L’ambasciata italiana ad Atene sta lavorando per restituire al più presto possibile il corpo di Pasquale alla famiglia dopo che sono stati espletati dalle autorità greche tutti gli accertamenti di rito: il cadavere dovrebbe arrivare stasera in aereo a Ciampino e da lì sarà trasferito a San Giorgio a Cremano da una agenzia di pompe funebri per la celebrazione del funerale, la cui data non è stata ancora fissata. L’incidente mortale è accaduto domenica mattina, poche ore prima del rientro in Italia di Pasquale e dei quattro amici con cui si era recato in Grecia.

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