martedì 14 novembre 2017

Alessio Vivoli di 22 anni è morto finendo con l'auto contro un albero nella notte

Perde il controllo dell'auto e finisce contro un albero: muore a 22 anni

Firenze: a perdere la vita un giovane di Borgo San Lorenzo. L'incidente nel comune di Firenzuola
FIRENZUOLA. Incidente mortale la notte scorsa, intorno alle 2.50, nel comune di Firenzuola (Firenze), sulla strada provinciale 116 in località Alberaccio, al bivio per le Cornacchie. Secondo i primi accertamenti un 22enne avrebbe perso il controllo della sua auto, una Ford Fiesta, finendo contro
un albero. Inutili i soccorsi del 118: il giovane, Alessio Vivoli, residente a Borgo San Lorenzo, è deceduto per le gravi ferite riportate. Sul posto oltre ai sanitari anche i vigili del fuoco e i carabinieri che stanno ricostruendo la dinamica dell'incidente.




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La rabbia e il dolore del padre di Marinella Colangeli, la giovane di 30 anni morta a Rigopiano: " Prego per mia figlia, ma voglio giustizia ".

"Ogni giorno salgo a Rigopiano". Prego per mia figlia: voglio giustizia

La rabbia e il dolore del padre di Marinella, uccisa dalla valanga

Pescara, 14 novembre 2017 - S’avvicina titubante, il volto è disperato, incerto se parlare o no. «Sono il papà di Marinella Colangeli – si presenta –. Lei è morta qui». Aveva solo 30 anni, dirigeva la Spa dell’hotel Rigopiano, un lavoro che amava. È quasi il crepuscolo, fa freddo, sul Gran Sasso c’è la neve, scende la nebbia. Silenzio. A quest’ora, il 18 gennaio, nella hall del quattro stelle i clienti erano pronti a partire, avevano saldato il conto e fatto i bagagli. Aspettavano solo lo spazzaneve, la provinciale era sepolta. Ansia. La valanga è arrivata prima. Una strage: 29 morti, 11 scampati. Ci sono tanti vasi di fiori freschi e lumini accesi sotto le foto chiuse nella bacheca di legno, il racconto delle vite perse, quanti ragazzi.

«Salgo quassù ogni giorno, per una preghiera – racconta con la voce incrinata dalla commozione Nicola Colangeli, 69 anni, autista in pensione, oggi tabaccaio a Farindola –. La nostra vita è un inferno. Il giorno provi a lavorare ma la notte... La notte non passa mai. Mia moglie è imbottita di medicine, io non riesco a dormire».
Passa un camion, s’interrompe, il tono di voce diventa duro, di colpo. «Cosa vengono a fare qui, cosa cercano? Sotto queste macerie sono seppelliti i nostri ricordi. Ci hanno restituito il cellulare di Marinella, ma è in condizioni pessime». Guarda oltre la rete che recinta l’area dell’hotel messa sotto sequestro dalla procura. «Là sotto ci sono le valigie di nostra figlia, aspettiamo di riaverle, come tutti. Marinella quel pomeriggio stava parlando al telefono con la sorella che abita a Penne. Era crollato un supermercato, chiedeva se c’erano stati morti. L’altra mia figlia, Antonella, ha fatto solo in tempo a rispondere di no, su questo la linea s’è interrotta. Erano le 16.49: in quel momento è finito tutto». Ora lo sguardo s’incendia: «’Naltro po’ è colpa nostra, che ci tenevamo i figli qui, a lavorare o in vacanza. Noi familiari siamo tornati in prefettura a Pescara. Le risposte? Tutte negative. Le istituzioni mi hanno deluso tanto. Si dovevano pulire solo nove chilometri di strada, nove chilometri capito? Nel 2017 non si può morire come topi. Non si possono lasciare quaranta persone così, con ’sti mezzi che stanno per il mondo, dopo la disgrazia sono arrivati persino dalla Svizzera... Tutti sapevano che tempo faceva e quanta neve sarebbe caduta. Ci voleva la turbina, le strade di montagna qui si sono sempre pulite così. Io più che al prefetto vorrei chiedere perché alla Provincia e alla Regione. Avevano garantito la massima sicurezza. Invece dal 17 si è bloccato tutto ed ora eccoci qua. Devono pagare, dal primo all’ultimo».
Comincia a far buio, si vedono meglio i lumini. L’hotel Rigopiano è un cumulo di macerie, una distesa di detriti, materassi, lampade e alberi, radici possenti sradicate da una forza sovrumana. La strada macinata dalla valanga, lungo il canalone, finisce su quel che resta dell’albergo, centrato come fosse un birillo. Hanno preparato il cantiere per sgomberare tutto, la bonifica partirà dalle piante. Ma tra poco scatterà l’allerta valanghe, se ne riparlerà in primavera. Le strade per arrivare quassù sono disastrose. Una sequenza infinita di frane, buche, avvallamenti. Sembra un altro sfregio alle vittime, dopo quasi un anno non è cambiato niente. Se arrivi da Penne o da Castelli il risultato è lo stesso. Tra un avviso di pericolo e l’altro si vedono sassi sulla strada, la montagna continua a parlare. Nicola Colangeli s’avvia verso casa, verso un’altra notte senza sonno. Dice: «Mai sentito parlare di pericolo, mai. Valanghe, canalone, mai. Tre anni fa in albergo erano rimasti bloccati per la neve, c’erano anche dei bambini, li avevano liberati dopo tre giorni. Quante volte io e mia moglie abbiamo detto a Marinella, dai, vieni a lavorare con noi, in tabaccheria. Ma lei non voleva. Amava così tanto il suo lavoro, lei».

Rori Hache, la 18enne canadese scomparsa il 29 agosto, è stata ritrovata morta nel lago Ontario; forse è stata uccisa per la sua gravidanza

Corpo affiora nel lago. "È di Rori, la 18enne scomparsa. Aveva scoperto di essere incinta"
Le speranze di ritrovare viva Rori Hache, la 18enne canadese di Oshawa scomparsa il 29 agosto poco tempo dopo aver saputo di essere incinta, erano appese a un filo. Quel filo è stato spezzato giovedì scorso, quando un'autopsia ha confermato che il busto trovato l'11 settembre da alcuni pescatori nelle acque del lago Ontario era proprio il suo. «Anche se in un primo momento le autorità avevano detto che si trattava dei resti di una donna di mezz'età - ha detto la madre, Shanan Dionne - io sentivo che quel busto era di Rori. Era una ragazza bella, radiosa, intelligente: non meritava di morire così».Dai risultati dell'autopsia non è stato possibile capire le cause della morte, ma resta il fatto che sul cadavere sono stati trovati segni evidenti di traumi: che Rori sia stata uccisa è molto più che un semplice sospetto. E, come se non bastasse, non sono in pochi a pensare che ci sia una relazione tra la sua morte e quella gravidanza venuta alla luce ad agosto e che la ragazza era determinata a portare avanti. E ancora: è una coincidenza che il 10 agosto la sua casa sia stata devastata in pieno giorno da un incendio nel quale è morto il suo cane? A queste e a molte altre domande dovranno rispondere gli investigatori di Toronto che si stanno occupando della vicenda e che considerano il caso altamente sospetto. «C'è un sadico che si aggira nella nostra città - ha detto Shanan Dionne - La polizia deve riuscire a smascherarlo».

Dopo un'adolescenza travagliata e piena di problemi, negli ultimi sei mesi Rori aveva ripreso in mano la propria vita: era tornata a scuola, aveva un lavoro, un appartamento tutto suo e un ragazzo, Tony, con il quale andava tutto liscio. «La vedevo tutti i giorni - racconta la madre - parlavo sempre con lei e, quando ad agosto mi ha detto di essere incinta e di voler portare a termine la gravidanza, le ho dato tutto il mio appoggio». Poi, il 29 Rori è sparita senza un perché: tutti i suoi sogni sono andati in mille pezzi per mano di qualcuno che voleva togliere di mezzo lei e il suo bambino. Perché sia stata uccisa resta un mistero. La polizia di Toronto sta lavorando per smascherare il suo assassino.
 

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venerdì 3 novembre 2017

Attentato New York: anche la donna belga Ann Laure Decadt, mamma di 31 anni, si conta nel novero delle vittime



Sconcerto per l'improvvisa morte della studentessa Teresa Laviscio di 18 anni: frequentava il Liceo ed era prossima alla maturità

Studentessa si accascia e muore sui libri di scuola, choc e dolore a Marcianise
Un dramma si è consumato a Marcianise: una studentessa di 18 anni, Teresa Laviscio, è morta improvvisamente mentre a casa era intenta a studiare. La giovane, che frequentava la 3L del Liceo Classico Quercia, approfittando del ponte di Ognissanti aveva deciso di impegnare la mattinata a studiare nella sua cameretta della villa di via Petrarca, nel centro di Marcianise, nonostante non si sentisse molto bene ed avvertisse un po’ di freddo. Dopo un po’ la mamma è andata ad accertarsi di come stesse e l’ha trovata riversa sul divano senza conoscenza. Ha subito dato l’allarme e la giovane è stata trasportata presso il pronto soccorso dell’ospedale di Marcianise, dove i sanitari non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso.La notizia della tragedia si è subito sparsa in città, dove la famiglia della giovane è molto nota, e presso l’obitorio del nosocomio, dove è stata adagiata la salma: è stato meta di centinaia di amici, conoscenti e parenti che si sono stretti attorno agli affranti genitori. Particolarmente toccante anche il dolore dei compagni di classe della giovane, accorsi in ospedale, dei docenti e del dirigente scolastico.


lunedì 30 ottobre 2017

Schianto in auto: muore Devis Boscolo di 40 anni; grave il conducente


Schianto in auto: grave conducente, morto l'amico che viaggiava con lui



QUARTO D'ALTINO - Perde il controllo dell'auto che si schianta contro il terrapieno vicino a una casa, lui è grave all'ospedale, l'amico al suo fianco muore sul colpo. Il tragico schianto questa notte, poco dopo l'una e mezza, in via Claudia Augusta a Quarto D'Altino in corrispondenza di una curva destrorsa. A perdere la vita Devis Boscolo, 40enne di Marghera, sposato, che lavorava in una vetreria di Piombino Dese, nel Padovano.

Auto sbanda e finisce nel canale: morti Debora Biscuola di 18 anni e Raffaele Mazzamati di 35 anni


Auto sbanda e finisce in un canale: morti due giovani a Rivarolo.                                
 
Due giovani di 19 e 18 anni sono morti in uno spaventoso incidente stradale a Rivarolo Canavese. Lo schianto si è verificato alla curva del Borgo, sulla provinciale che da Rivarolo porta Ozegna. Le vittime si chiamavano Raffaele Mazzamati, 35 anni, di Feletto, e Debora Biscuola, 18 anni, di Castellamonte. Erano a bordo dell’autovettura che è uscita di strada terminando la propria corsa ruote all'aria in un canale. Sono morti entrambi sul colpo



sabato 28 ottobre 2017

Ci ha lasciato MARIANA PASCA di anni 39; i funerali avranno luogo in Romania

Troppo presto ci lasci, ma per la tua bontà ti ricorderemo sempre Mariana Pasca in Pasca di anni 39 La ricordano con immenso affetto il marito Daniel, i genitori Iacob e Maria, la sorella Ioana, il cognato Gheorghe, le cognate Loredana, Luminita, Maria, Marisca, Marius, i nipoti e i parenti tutti.         I funerali avranno luogo a Salistea de Sus in Romania.

Elena Maron di 35 anni si spegne a otto anni dall'incidente; " Elly era in stato vegetativo, ma cosciente"

Elena muore a 8 anni dall'incidente. La madre: «Stato vegetale, ma sentiva»



di Nicola Benvenuti
TRIBANO - «Con la vicenda di Elena ho riscoperto il ruolo di madre, e meglio ho apprezzato e goduto del dono di essere mamma». Con queste parole si apre l' incontro con Lorena, mamma di Elena Maron di 35 anni, che il primo ottobre 2009 era stata vittima di un gravissimo scontro tra la sua autovettura e un autoarticolato lungo la regionale 104 Monselice mare, nel territorio comunale di Tribano e che, otto anni dopo, è deceduta alla casa di cura di Abano per le complicazioni derivanti dal suo delicato stato di salute, nella notte tra martedì e mercoledì. Elena era in stato vegetativo.

«Non sono stati anni semplici, anzi senz'altro faticosi per noi tutti, prima di tutto per Elena, ma ricchi anche di soddisfazioni», aggiunge mamma Lorena con tono affabile, proprio di chi ha sacrificato volentieri una parte della sua vita. «In effetti la vita in famiglia ci è cambiata completamente con il grave incidente occorso ad Elena, soprattutto quando, dopo un primo periodo durante il quale pensavo che mia figlia potesse recuperare una certa autonomia, poi ho realizzato la gravità delle lesioni che le erano state procurate con l'incidente, tanto da dover lasciare il lavoro per dedicarmi a lei. Ho sempre avuto la certezza che lei ci percepisse».

Schianto in A22: morte le due cuginette Gioia e Ginevra di 9 e 17 anni; erano due promesse del pattinaggio artistico

Gioia e Ginevra, le cuginette vittime dell’incidente erano due promesse del pattinaggio sul ghiaccio

La piccola Gioia Virginia Casciani aveva appena trionfato alla Coppa dell’Amicizia
Le due cuginette assieme dopo una gara (foto da Facebook)


GINEVRA
Le due cuginette erano due stelle del ghiaccio, legate dall’amore per il pattinaggio. Erano due campionesse, Gioia Virginia Casciani, di 9 anni, e Ginevra Barra Bajetto di 17. E stavano tornando proprio da una gara - la Coppa dell’Amicizia - a Merano quando sono rimaste vittime di un incidente sull’autostrada del Brennero. Gioia, che nonostante la tenerissima età dava già sfoggio di grande talento, aveva trionfato nel 1° gruppo delle Pre Novice, con più di dieci punti di distacco sulle coetanee: 37.48 la sua performance vincente (una foto di Facebook la ritrae con la coppa solo 9 ore fa). Ginevra, invece, da qualche tempo aveva cambiato disciplina ed era passata dall’artistico alla danza, così oggi si trovava sugli spalti a fare il tifo per la cugina. Nonostante i molti impegni sportivi, Ginevra era la più brava anche tra i banchi dell’Istituto Sociale di Torino, dove frequentava il Liceo Scientifico con indirizzo sportivo. Sconvolta Valeria Vercellino, presidente della Pat Torino, la società che le ha viste crescere e poi ritornare proprio a giugno dopo aver difeso per alcune stagioni i colori dell’Ice Club Torino. Sotto choc Edoardo De Bernardis, allenatore dell’Ice Club Torino che le ha seguite fino in primavera: «Erano due ragazze molto brave, serie, professionali, che si impegnavano moltissimo in ogni allenamento. Entrambe erano caratterizzate da una grande dolcezza e la più piccola, Gioia, era molto timida, ma dimostrava un’incredibile maturità in pista, che la faceva sembrare una diciottenne. Non a caso, vinceva tutte le gare della sua categoria con ampi margini sulle altre bambine». 

venerdì 27 ottobre 2017

anniversario VERENA MARZOLA; sei nei nostri cuori

33° ANNIVERSARIO VERENA MARZOLA Il tempo passa inesorabile, ma tu sei sempre nei nostri cuori.
Mamma, papà, PIER ANDREA.

Filippo Murga Lara, bimbo di 22 mesi, è morto annegato dopo la caduta in piscina; donati gli organi

Macerata, l'ultimo dono del piccolo Filippo, morto dopo la caduta in piscina

"I suoi organi andranno a chi ne ha bisogno". La nonna indagata per omicidio colposo

 
 
 
 
 
 
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Il piccolo Filippo

Macerata, 27 ottobre 2017 - Non ce l'ha fatta Filippo Murga Lara, il bimbo fermano di 22 mesi caduto una settimana fa sul telo di copertura della piscina di Casale di Nanni, a Penna San Giovanni, su cui erano posati circa 15 centimetri di acqua piovana. E ora la nonna, a cui era affidato il piccolo, è indagata per omicidio colposo conseguente all’abbandono di minore e inosservanza dei provvedimenti dell’autorità.
Filippo era annegato mentre la nonna faceva avanti e indietro nel cortile, cercando di recuperare alcuni mobili dall’abitazione inagibile dopo il terremotoL’elettroencefalogramma piatto ieri ha indicato la morte cerebrale. «Convocata la commissione per l’accertamento di morte, alle 14.15 viene stabilito l’inizio dell’osservazione che durerà per sei ore. I genitori hanno espresso parere favorevole alla donazione di organi», aveva fatto sapere la direzione generale dell’Azienda ospedale riuniti di Ancona, in un bollettino medico dell’ospedale pediatrico Salesi diffuso nel primo pomeriggio. Alle 21.30 Filippo è morto.
Di norma, passate le sei ore di osservazione, si procede all’espianto degli organi: il paziente viene mantenuto attaccato al ventilatore e il cuore deve continuare a battere, come in un intervento chirurgico. Una volta espiantati gli organi, i macchinari vengono staccati. Nel caso del piccolino però, a causa dell’assenza prolungata di ossigeno al cervello e della presenza di acqua nei polmoni, che aveva provocato il soffocamento, nella tarda serata di ieri non si sapeva ancora quali organi potessero essere espiantati e quali invece compromessi.
Una settimana fa Filippo, di neanche due anni, giocava con le macchinine nel cortile di casa della nonna materna. Le era stato affidato come tante altre volte, essendo il padre Pedro al lavoro e la madre Laura fuori dall’Italia con l’altra figlia, di 5 anni. Il piccolo avrebbe passato il giorno a Penna San Giovanni, nella casa di solito affittata a turisti stranieri. Il terremoto ha procurato gravi danni, per cui la famiglia tornava nei fine settimana per salvare il salvabile prima dei lavori. Mentre la nonna cerca di sistemare i letti, il piccolo scivola sul telo della piscina.
«In un secondo è successa la tragedia. Sono finita, piena di sensi di colpa», aveva detto la donna, di 57 anni, quella mattina. Dopo un’ora di tentativi di rianimazione, effettuati anche da lei secondo le dritte telefoniche del 118, il bambino sembrava morto. Ma all’improvviso il cuoricino aveva ripreso a battere; l’eliambulanza era partita alla volta di Torrette e poi era stato portato al Salesi. In questi sei giorni di agonia, le speranze erano pari a zero. Sulla base di quanto segnalato dai carabinieri, il sostituto procuratore Claudio Rastrelli ha iscritto la nonna nel registro degli indagati, per omicidio colposo in conseguenza dell’abbandono di minore, e per inosservanza dei provvedimenti dell’autorità, perché la casa non era agibile.

giovedì 26 ottobre 2017

Raffaella Turco, Raffy di 17 anni è morta finendo con l'auto contro un uliveto; feriti gli amici

Auto fuori strada, Raffaella muore a 17 anni: feriti tre amici ventenni
Raffaella Turco, Raffy per gli amici, ex studentessa del Cerboni, lavoratrice stagionale in cerca di impiego di 17 anni di Portoferraio (Livorno), è morta in seguito ad un incidente stradale accaduto verso le 18.30 all'isola d'Elba, sulla provinciale che collega Portoferraio a Porto Azzurro, in località Valdana.
L'auto sulla quale viaggiava insieme ad altri tre amici, due ragazzi e un'altra ragazza tutti rimasti feriti ma non in condizioni particolarmente gravi, è uscita di strada finendo in un uliveto.
La ragazza è praticamente morta sul colpo per le ferite riportate nell'impatto, nonostante tutti i tentativi di rianimazione.
L'auto, condotta da uno dei due ragazzi è uscita di strada perdendo il controllo per cause ancora al vaglio della polizia, che è intervenuta sul posto insieme ai carabinieri. Sul posto anche quattro ambulanze del 118 e i vigili del fuoco.


Angela Cavinato, modella di 38 anni, si è tolta la vita a causa di una depressione post partum


Depressione dopo il parto, modella si toglie la vita
Ex modella si toglie la vita ad undici mesi dalla nascita del figlio. Potrebbe essere stata la depressione che talvolta arriva dopo il parto a spingere Angela Cavinato, 38 anni di Oriago, a suicidarsi.

Martedì scorso Angela era andata al lavoro nello studio di Maerne come tutti gli altri giorni, era tornata all'ora di pranzo a casa ad abbracciare il suo piccolo e poi nel pomeriggio aveva detto di essere stanca. Pochi minuti di solitudine e quel buoi che forse di è impadronito del suo animo, al punto da travolgerla in un gesto disperato, che la lasciato tutti attoniti.La giovane donna era molto conosciuta non solo per la sua straordianria bellezza, che l’aveva vista intraprendere per un certo periodo anche la carriera di modella, ma anche per la sua gentilezza d’animo. «Aveva la capacità di rallegrare le persone – ricorda un’amica - trattava tutti con molta dolcezza e in modo pacato ponendosi con le persone con un’attenzione ed una pazienza che pochi hanno. Angela era anche una ragazza molto precisa, quasi meticolosa, intelligente, tenace e in grado di riuscire in tutto quello in cui si impegnava». Si era laureata in Economia e Commercio e ora lavorava nello studio del padre Danilo, consulente del lavoro a Maerne di Martellago...

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lunedì 23 ottobre 2017

Padre disperato si uccide dando fuoco alla casa con i figli dentro: 3 bimbe e un ragazzino sono morti nell'incendio


Como, dà fuoco alla casa con dentro i figli poi si suicida: morte 3 bimbe e un ragazzino di 11 anni

Un incendio in un appartamento dal bilancio drammatico, con un padre morto insieme ai suoi quattro figli. Una tragedia che, con il passare delle ore, ha assunto dei connotati ancor più sconvolgenti quando è emerso che le fiamme, dolose, sarebbero state appiccate dallo stesso genitore, disperato per la situazione famigliare. Un uomo «dignitoso e premuroso» che ha perso il controllo ed è diventato il carnefice dei piccoli che voleva proteggere e che forse «temeva di perdere» per via delle sue drammatiche condizioni economiche.È questa la terribile storia avvenuta oggi nella periferia di Como, dove un uomo, Faycal Haitot, marocchino regolare di 49 anni, è morto per intossicazione da fumo insieme ai suoi bambini, un maschietto di 11 anni e due femminucce di 6 e 3 anni che sono morti poco dopo, e a un'altra sorellina, di 4 anni e mezzo, deceduta in serata all'ospedale Buzzi di Milano. I medici erano riusciti a riprenderla da un arresto cardiaco ma il prolungato stop del cuore ha causato danni irreparabili. Era stata ricoverata prima all'ospedale di Cantù (Como) e poi trasferita in ambulanza a Milano, nel reparto di terapia intensiva pediatrica dove ogni cura è stata inutile. A dare l'allarme, stamani dopo le 7, sono stati alcuni vicini di casa. Insieme - all'ultimo piano di una palazzina situata in via San Fermo 18 - hanno cercato di intervenire in attesa dei soccorsi, e con un badile hanno spaccato la porta dell' appartamento. «Quando si è spalancato l'ingresso subito il fuoco si è ravvivato con una grande fiammata - racconta uno degli uomini intervenuti, Reza Nasir - e c'erano pezzi di legno e di carta che andavano a fuoco subito dietro, evidentemente accatastati apposta».

La circostanza è stata poi confermata dai vigili del fuoco e dagli investigatori della Questura che stanno svolgendo le indagini e per i quali ormai l'ipotesi è una sola: omicidio-suicidio. «Le ragioni del gesto sarebbero da ricondurre alla difficile situazione in cui è piombato il nucleo famigliare dopo l'allontanamento della madre - ha spiegato la Polizia - presa in carico dai servizi sociali del Comune di Como a causa delle precarie condizioni psichiche e inserita in una struttura di recupero». Proprio per questo motivo i bambini erano stati affidati, fin dal febbraio scorso, al padre. Che però prima «aveva perso il lavoro - come ricorda un vicino - e cercava di arrangiarsi con dei lavori saltuari», e poi anche il controllo della gestione dei bambini «che da settembre non andavano più a scuola», ha ricordato un'amica di famiglia. Alla fine, nella sua mente deve essere scattata l'idea di farla finita. Ha appiccato il fuoco e poi (l'esatta dinamica verrà stabilita dai medici legali) quando i bambini sono svenuti per il fumo, li ha composti con sé sul lettone - o lo ha fatto mentre loro dormivano - aspettando anche lui la morte insieme a tutto quello per cui aveva vissuto fino a quel momento.

Simone Pellegrino di 21 anni è morto nello schianto in moto: il cordoglio dei suoi amici

Incidente mortale, gli amici ricordano Simone Pellegrino su Facebook

Pomezia - Il centauro era in sella alla sua moto quando si è scontrato con un'auto. Inutili i soccorsi. Aveva festeggiato il compleanno due giorni fa

E' il giorno del lutto, a Pomezia, per l'improvvisa morte di Simone Pellegrino, il giovane 21enne deceduto (19 ottobre 2017) in un terribile incidente stradale lungo via dei Castelli Romani, nei pressi dell'incrocio con via Naro.
Sulla bacheca Facebook del ragazzo, infatti, sono già decine gli amici che stanno lasciando un messaggio per testimoniare affetto e vicinanza a lui quanto alla sua famiglia, distrutta dal dolore per una così immane tragedia.
"Ti ricorderemo sempre così sorridente e vivace. Non potremo mai dimenticarci tutti i momenti passati insieme ad ogni festa. I tuoi amici delle giostre" scrive un ragazzo. "E io ancora non riesco a crederci - scrive la cugina - So solo che ho un peso sul cuore e un dolore immenso. Non doveva andare così: 21 anni sempre con il sorriso ed è così che ti voglio ricordare da quando eri piccolo a oggi. Rip Angelo biondo".
"Te ne sei andato così: 'a buffo', come mi dicevi sempre te! - ricorda un'altra amica - Quel sorriso che illuminava sempre il tuo viso lo porteremo sempre con noi. Avrai sempre un posto nei nostri cuori. Ci mancherai".
"Mi sembra ancora tutto incubo" chiosa, infine, un altro ragazzo.

Linda Montruccoli di 26 anni è morta travolta dal suo trattore, mentre lavorava



Quattro Castella: 26enne muore schiacciata dal suo trattore

La giovane è stata travolta dopo essere stata sbalzata dal mezzo

Una 26enne, Linda Montruccoli, è morta in un incidente agricolo a Quattro Castella, nel Reggiano. Poco prima di mezzogiorno la giovane sarebbe stata travolta dal trattore che stava guidando per operazioni di aratura in corrispondenza di un pendio, dopo essere stata sbalzata dal mezzo.
E’ intervenuto il 118 nell’azienda agricola di via Nino Bixio, in località Casa Valle, ma non è stato possibile rianimare la 26enne. Sul posto anche i carabinieri e i Vigili del Fuoco.
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Davide Marchese di 11 anni è morto in rianimazione, dopo essere stato investito in bici sulle strisce pedonali

Bologna, Davide non ce l'ha fatta

Morto il bambno di 11 anni investito in bici lo scorso 9 ottobre a Medicina
BOLOGNA. Non ce l'ha fatta il piccolo Davide Marchese, il bambino di 11 anni che lo scorso 9 ottobre era stato investito in bici sulle strisce pedonali in una tradina del suo paese, Medicina, da una 69enne a bordo di una Fiat Panda. Dopo dodici giorni di lotta, il bambino si è arreso nella rianimazione dell'Ospedale Maggiore di Bologna. Davide lascia un vuoto incolmabile nei genitori Gennaro e Barbara e nella sorellina Chiara

Alessandra Andrilli, impiegata comunale di 45 anni, è morta, dopo un mese di ricovero, per emorragia cerebrale; lascia due bambini


  • Si sente male in ufficio, impiegata comunale muore dopo un mese

    MANIAGO - Ha combattuto per quasi un mese, ma alla fine si è arresa. Alessandra Andrilli, 45 anni, dipendente del Comune di Maniago, è morta sabato sera nel reparto di Terapia intensiva dell’ospedale di Udine dov’era stata ricoverata lo scorso 25 settembre in seguito a un’emorragia cerebrale che l’aveva colpita, mentre era in ufficio. In queste settimane la comunità si è stretta attorno al marito Ives e ai due figli ancora in tenera età. Una solidarietà concreta e una speranza: che Alessandra riuscisse a superare una situazione che fin dai primi momenti aveva dimostrato tutta la sua gravità. L’impiegata comunale - da qualche tempo in forze all’ufficio Anagrafe, ma aveva prestato servizio anche alla Famiglia e ai Servizi sociali - si era sentita male mentre scherzava con un paio di colleghe. L’ultimo ricordo che ha lasciato agli amici è stata la sua schietta risata e la positività che l’ha sempre caratterizzata...

giovedì 19 ottobre 2017

Gisella Toscano di 48 anni è morta nello scontro frontale dell'auto con un furgone; cordoglio in città

Marsala, muore sorella della sindaca di Erice
Dopo scontro frontale tra utilitaria e furgone

Pamela Giacomarro

Cronaca – È accaduto ieri sera in contrada Birgi, non lontano dall'aeroporto Ignazio e Vincenzo Florio. La vittima, 48 anni, si chiamava Gisella Toscano. Inutile l'intervento del 118. Illeso il conducente dell'altro mezzo. Tanti i messaggi di cordoglio pubblicati sulla pagina della prima cittadina

Tragico incidente ieri sera, attorno alle 21 a Marsala, in contrada Birgi, nei pressi dell'aeroporto Ignazio e Vincenzo Florio. A perdere la vita, Gisella Toscano, di 48 anni, sorella della sindaca di Erice, Daniela.
La donna, alla guida di una utilitaria, per cause ancora da accertare si è scontrata frontalmente con un furgone. L'impatto è stato violentissimo. Scattato l'allarme, sul posto è intervenuta un'ambulanza del 118, ma per la 48enne non c'era più nulla da fare. Illeso il conducente dell'altro mezzo coinvolto nell'incidente.
La notizia della morte di Gisella Toscano ha subito fatto il giro del web. Tanti i messaggi di cordoglio lasciati sulla pagina del primo cittadino di Erice.

mercoledì 18 ottobre 2017

10° anniversario TANIA CAPPELLETTI di anni 14; una prece

ANNIVERSARIO † 2007  2017 TANIA CAPPELLETTI                                                                      Il tempo non cancella il
ricordo e il dolore,
ma permette di
sopravvivere...
I familiari.
Santo Rosario stasera, ore 20, chiesa Villanova.

anniversario MARCO SIGNORE; in tuo ricordo

ANNIVERSARIO MARCO SIGNORE Com'è dolce la sera stasera, c'è nell'aria qualcosa di te...            la tua mano mi sfiora leggera...

Daria Guazzotti, infermiera di 25 anni, è morta travolta da un'auto, dopo il turno di lavoro

Daria torna a casa dal turno di infermiera e viene travolta da un'auto: muore a 25 anni
Daria Guazzotti è morta durante la notte all'ospedale di Circolo di Varese: l'infermiera 25enne è stata investita  da un'auto mentre attraversava via Magenta a Varese. 






Originaria di Valenza, in provincia di Alessandria, la giovane si era trasferita da pochi mesi a Varese, per lavorare all'ospedale Del Ponte. È stata travolta mentre tornava a casa a piedi dopo il turno. In seguito all'incidente ha riportato un gravissimo trauma cranico, ed è morta al Pronto soccorso.

«Esprimiamo cordoglio per la tragedia - ha spiegato il vicesindaco di Varese Daniele Zanzi - non dobbiamo abbassare la guardia di fronte al tema della sicurezza stradale, in particolare di pedoni e ciclisti». ​​





Anna Ranzolin di 50 anni cede durante la corsa e muore dopo 48 ore di agonia


Vicenza, si sente male durante la corsa: donna muore dopo 48 ore di agonia
Anna Ranzolin si è spenta ieri a 50 anni nel reparto di rianimazione dell’ospedale Alto Vicentino di Santorso, dove si trovava da domenica: in mattinata era stata colta da infarto mentre correva alla marcia “Per mano insieme” di Sant’Eubebio a Bassano.

Anna Ranzolin lungo il percorso della marcia era stata soccorsa con un messaggio cardiaco effettuato da una giovane scout-soccorritrice prima di essere rianimata dai sanitari del Suem e ricoverata all’ospedale di Bassano. Dove ha avuto un peggioramento per una coaugulazione intramuscolare in più parti del corpo, che hanno spinto i medici a trasferirla a Santorso, più vicina a casa per favorire i familiari: la mamma e una sorella. Anna Ranzolin che a Santorso si è spenta senza mai riprendersi, da 25 anni lavorava in municipio a Zanè come segretaria del sindaco.

Anna Ranzolin si è spenta ieri a 50 anni nel reparto di rianimazione dell’ospedale Alto Vicentino di Santorso, dove si trovava da domenica: in mattinata era stata colta da infarto mentre correva alla marcia “Per mano insieme” di Sant’Eubebio a Bassano.

Anna Ranzolin lungo il percorso della marcia era stata soccorsa con un messaggio cardiaco effettuato da una giovane scout-soccorritrice prima di essere rianimata dai sanitari del Suem e ricoverata all’ospedale di Bassano. Dove ha avuto un peggioramento per una coaugulazione intramuscolare in più parti del corpo, che hanno spinto i medici a trasferirla a Santorso, più vicina a casa per favorire i familiari: la mamma e una sorella. Anna Ranzolin che a Santorso si è spenta senza mai riprendersi, da 25 anni lavorava in municipio a Zanè come segretaria del sindaco.

martedì 17 ottobre 2017

Elisabeth Pulaski, giovane americana di 19 anni, è morta nel frontale tra due auto; in arresto l'amico per omicidio stradale

Livorno, diciannovenne americana muore nel frontale fra due auto. L'amico in arresto per omocidio stradale


L
La vittima si chiamava Elisabeth Pulaski era a bordo di una Punto guidata da un ventenne risultato positivo all'alcol test
Livorno. Era già arrivata a casa dopo la discoteca, mancavano pochi minuti all'alba quando Elisabeth, 19 anni, ha ricevuto la telefonata di Thomas, l'amico che l'aveva riaccompagnata in quella periferia livornese: "Dài Betty, è ancora presto accompagnami a fare colazione". E lei ha ceduto, ha detto sì. Così è risalita sulla Punto di colore scuro e l'amico, secondo una prima ricostruzione dei soccorritori, ha imboccato una rotatoria in contromano andando a schiantarsi frontalmente con una Ford Fusion a Vicarello, vicino a Collesalvetti. E' così che una ragazza  di origine americana, Elisabeth Pulaski, ha perso la vita. Il suo amico, Thomas è adesso agli arresti per omicidio stradale: aveva un tasso alcolemico molto al di là del consentito. L'incidente è avvenuto domenica 15 ottobre alle 6 del mattino sulla strada regionale 206. La Punto dopo l'urto è finita nel fossato adiacente alla strada e per la ragazza, Elisabeth, malgrado i soccorsi siano stati immediati, non c'è stato niente da fare. Ferite, ma non in pericolo di vita, le altre due persone: un ventenne residente a Collesalvetti e un quarantenne di Cascina (Pisa). Entrambi sono stati trasferiti al pronto soccorso di Cisanello in codice giallo. Sul posto, oltre ai carabinieri per i rilievi, sono intervenuti i vigili del fuoco e tre ambulanze e l'automedica.
Nell'incidente sono rimasti lievemente feriti l'amico, Thomas Caponi e il conducente della Focus, un quarantenne della zona. La diciannovenne di origine americana (il padre è un ex dipendente della base di Camp Darby, mentre la mamma è toscana) era da poco rientrata in Toscana dopo aver lavorato in un ristorante a Londra. 

lunedì 16 ottobre 2017

Emanuele Picotti, boscaiolo di 29 anni, è morto schiacciato dai tronchi; martedì i funerali

attimis 

Martedì l’ultimo saluto a Emanuele Picotti

Comunità in lutto per la scomparsa del 29enne.
ATTIMIS. È vastissimo, nel Friuli collinare, il cordoglio suscitato dalla tragica scomparsa del ventinovenne Emanuele Picotti, avvenuta venerdì nei boschi del monte Rep dove il giovane stava lavorando.

Un brutto incidente, con una catasta di tronchi che è rovinata addosso al boscaiolo attimense senza lasciargli possibilità di salvezza.

In paese le notizia è stata accolta dapprima con incredulità, poiché tutti lo conoscevano come un boscaiolo esperto, un grande lavoratore e in tanti non sapevano capacitarsi quindi dell’accaduto; poi lo stupore ha lasciato il posto al dolore, profondo, muto, condiviso ormai da tutta la comunità.

Proprio per rispetto nei confronti della famiglia e dell’intero paese così duramente colpito dall’accaduto – Emanuele viveva da sempre coi genitori in borgo Piccoli – la Pro loco Alta val Malina di Attimis ha deciso di rimandare l’evento che era stato messo in programma per oggi a villa d’Attimis–Strassoldo.

Si tratta della la presentazione della produzione grafica digitale realizzata degli allievi del corso di “Addetto alla produzione grafica digitale” del Civiform di Cividale, impegnati nella “ri-progettazione” del logo della Pro loco stessa. Si tratta chiaramente di un’iniziativa valida e meritoria ma i cui risultati, per rispetto verso il difficile momento che questa comunità sta vivendo, saranno presentati in futuro, a data da destinarsi.

Le esequie di Emanuele Picotti, alle quali in molti vorranno partecipare, sono state invece fissate per martedì, alle 15, nella chiesa parrocchiale di Attimis.

Emanuele era molto conosciuto nel suo paese, soprattutto da chi condivideva con lui il grande amore per la natura e per le escursioni, ma anche nel Cividalese, dove aveva lavorato.

Emanuele lascia i genitori Sandro e Sonia, il fratello Simone, tutti i parenti.

15 ottobre 201
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